Fantasie adulte

Fantasie adulte

Dopo una giornata di duro lavoro, l’unica cosa di cui avevo una gran voglia era un bagno rilassante, ma… ancora di più desideravo lui, il mio amante guardone, il mio dirimpettaio, un uomo davvero bello e sexy. Leonardo Bolt. Uno strafigo da paura. Quando entro in casa la prima cosa che faccio è accendere la luce, togliermi il leggero spolverino e le scarpe, lascio scivolare la borsetta sul piccolo divano nella grande sala, a piedi nudi vado in camera e apro le tende della grande finestra. So con certezza che lui mi sta guardando. Lui mi guarda ogni sera, sempre. Lo fa perché gli piace guardarmi di nascosto. La cosa mi eccita, così… ho deciso di divertirmi un po’ con lui. Con calma e naturalezza ho aperto l’armadio lentamente, restando ferma lì ad ammirare tutti i miei vestiti prima di afferrare la mia camicia da notte di pizzo nero trasparente. Molto corta e molto sexy. Spostandomi con in mano l’indumento mi avvicino fermandomi ai piedi del letto, assicurandomi che avesse una buona vista di me attraverso la finestra. Inizio a spogliarmi lentamente, togliendomi la gonna prima, ma lasciando indosso il mio minuscolo tanga in pizzo avorio. Mi volto con nonchalance, di fronte alla finestra, guardando fuori ma senza vedere nulla in particolare comincio a sbottonarmi lentamente la camicia. Rivelando piano piano il mio reggiseno a balconcino dello stesso colore del tanga. Nel farlo mi muovo a ritmo di una musica immaginaria, muovendo le anche, il bacino e il sedere in modo seducente e sensuale… Nel slacciare l’ultimo bottoncino, lentamente e sadicamente mi giro dandogli le spalle. Con gesti lenti e misurati sgancio il reggiseno, lasciandogli una visuale perfetta della mia schiena nuda. Mi allontano di proposito, dandogli l’impressione di volermi nascondere. Non tolgo il reggiseno, che trattengo con le mani le coppe, ritorno a girarmi verso la finestra, rivelando quanto basta per eccitarlo. Davanti al vuoto e all’aria del giorno che sta lasciando il posto alla sera, lascio cadere il reggiseno sul pavimento, rivelando i miei seni piccoli e perfetti, eretti e color rosa chiaro. Mi pare quasi di sentirlo sospirare, infilo i pollici nell’elastico del mio perizoma e lentamente, molto lentamente, quasi sadicamente comincio a farlo scorrere lungo le mie gambe snelle, lasciandomi completamente nuda ed esposta alla sua vista. Credo abbia realizzato la sua fantasia proibita. Resto lì per qualche secondo facendo scorrere le mie mani lungo il mio corpo, soffermandomi voluttuosamente sui seni, accarezzandomi i capezzoli, tirandoli e gemendo muovendo i fianchi. Sono così calda, così bagnata e vogliosa. Mi è capitato di incontrare una sola volta il mio vicino misterioso. Devo ammettere che un uomo tanto bello e sexy non l’avevo mai visto, un uomo per cui avrei fatto tutto pur di scoparmelo. Da quel poco che ho potuto vedere doveva essere un vero stallone a letto. Ma nessuna donna era mai rimasta per più di una notte nel suo appartamento. Cosi… Ho deciso di dare al mio vicino misterioso un vero e proprio incentivo. Magari gli sarebbe venuta voglia conoscermi meglio. Lentamente comincio ad accarezzarmi il seno, soppesandolo, afferrando i miei capezzoli, stuzzicandoli, tirandoli con le dita bagnate della mia saliva, rendendoli duri e sensibili. Eccitata sentivo i miei piccoli seni alzarsi e abbassarsi insieme al mio respiro. Come vorrei che fosse lui a toccarmeli, succhiarmeli, morderli. Muovo una mano verso il basso sul mio stomaco, sul ventre, scivolando lentamente tra le mie gambe, fino a toccarmi il sesso rasato, trovando il mio clitoride. Un sussulto di eccitazione mi travolge, sono così bagnata, eccitata e accaldata. Come vorrei che lui fosse qui, vorrei che mi strapazzasse scopandomi selvaggiamente contro un muro, sul tavolo della cucina, in bagno, ovunque pur ché mi sazi. Vengo quasi subito, agitando i miei fianchi tenendo una mano tra mie gambe e con l’altra pizzico un capezzolo fino al punto di dolore. Speravo si stesse godendo lo spettacolo. Stava seduto comodamente? Era nudo? Si stava masturbando mentre mi guardava? Solo l’idea mi faceva impazzire di desiderio. Avrei voluto averlo qui tra le mie gambe, sentirlo muoversi dentro di me. Ho continuato il mio gioco per qualche minuto, venendo ancora e ancora, vagando con il pensiero, sapendo di essere al centro delle sue dell’attenzioni. Ero diventata sfacciatamente sfrenata. Dopo un ultimo gemito mi siedo lasciandomi andare pigramente sul grande letto con un sorriso languido e soddisfatto, guardando con malizia fuori dalla finestra. Ma non ero del tutto soddisfatta. Avevo bisogno di qualcosa in più. Avevo bisogno di sentirmi riempire. Scendo dal letto intontita e con le gambe molli dirigendomi verso il comodino. Apro il cassetto, e tiro fuori il mio amato vibratore, mi sposto andandomi a sedere sul piccolo divanetto posizionato di fronte alla finestra. La mia è quasi una sfida. Avrà il coraggio di bussare alla mia porta? Lui mi vuole così come lo voglio io? Volevo sapesse che io sapevo mi stava guardando. Poggio le mie gambe sul davanzale della finestra, tenendole più larghe possibile. Oh si, sono sadica e impudica, l’idea che lui mi stia guardando con fare lascivo mi eccita da morire. Con una mano prendo ad accarezzarmi ancora, lentamente, con un dito accarezzo il mio sesso ancora umido dei miei umori facendolo scivolare dentro la mia carne bollente, seguito da un secondo dito, sospiro e gemo per quella invasione, dolce e delicata, il mio corpo reagisce arcuandosi voluttuosamente, la mia mente immagina il viso di lui tra le mie cosce, la bocca calda e famelica sul mio sesso, le labbra avide che succhiano ogni centimetro di me, leccano, mordono facendomi urlare, le sue mani esplorano minuziosamente il mio corpo come un affamato, i suoi pollici aprono, esplorano il mio sesso umido e bollente e la sua lingua si insinua in profondità facendomi urlare e godere in un orgasmo selvaggio. Al limite dell’orgasmo infilo dentro di me il vibratore alla massima potenza, la sensazione di pienezza mi fa vacillare, roteo la testa incapace di trattenere i gemiti. Con le gambe ancora divaricate e i piedi sul davanzale della finestra vengo colta da un secondo e più intenso orgasmo della mia vita, colpendo ogni mia terminazione nervosa. Esausta mi abbandono molle e sazia rilasciando le braccia lungo i fianchi. Credo d’avergli dato il miglior spettacolo erotico che abbia mai visto. A dire il vero, è stato uno spettacolo che ha soddisfatto anche me. Moltissimo. Sfinita ma soddisfatta, mi alzo dal divanetto sorridendo verso la finestra, mi volto e mi allontano cadendo ancora una volta sul mio letto con la netta sensazione che le mie gambe non sarebbero stato in grado di sostenermi. Le sentivo come fossero di… gelatina. Non credo di aver mai goduto così tanto. Ero così eccitata sapendo che qualcuno mi stava osservando ammirato ed eccitato a sua volta. Mi sdraio sul letto completamente nuda e appagata, stiracchiandomi come una gatta, chiudo gli occhi immaginandomi il suo viso, la sua bocca, i suoi meravigliosi occhi carichi di represso desiderio, il suo corpo statuario, pelle liscia e abbronzata senza ombra di peli sul petto, una miriade di muscoli perfetti e duri come acciaio, il suo membro duro come marmo e liscio come seta, le sue gambe lunghe e muscolose, le sue braccia possenti che mi avvolgono amorevoli e possessive. Oh, Leonardo, perché non sei qui con me! Chiudo gli occhi sospirando di frustrazione, nonostante la mia performance vorrei che lui fosse qui, vorrei sentire le sue mani addosso, la sua lingua che mi fruga e mi scopa facendomi urlare. Il mio corpo reagisce ai miei pensieri. Il campanello suona facendomi sobbalzare, prendo la mia vestaglia di seta azzurra e mi copro, facendo frusciare la seta sulla mia pelle. A piedi nudi vado in soggiorno e poi all’ingresso, dallo spioncino guardo fuori e resto senza respiro. Lui. E’ qui. Leonardo. Il respiro si ferma, il battito aumenta e le mie gambe cedono, mi attacco allo stipite per sostenermi mentre il campanello riprende a suonare. Con un grosso respiro apro la porta cercando di restare calma e impassibile, ma è un impresa impossibile. Quando me lo trovo davanti ogni mia fantasia si realizza, al meglio. Lui è semplicemente divino. Bello. Estremamente bello, sexy e bastardo. Mi guarda con quel suo sorriso indolente, di quelli che sanno d’aver vinto, che possono ottenere tutto con una sola occhiata, è appoggiato con un fianco allo stipite della porta, le braccia incrociate sul petto e uno sguardo perforante, mi squadra da testa a piedi molto lentamente incurvando quella bocca peccaminosa in un sorriso seducente. «Silvia» mormora con occhi lucidi di eccitazione. O Dio, non riesco a respirare. La sua voce è… peccato allo stato puro. Lui è puro peccato. Vestito solo con un pantalone di tuta grigio, morbido, che gli cadono alla perfezione su quel corpo scultoreo, il petto nudo mette in evidenza la miriade di muscoli scolpiti. Oh, la realtà è migliore della fantasia. Lo voglio. Voglio quest’uomo. Non riesco a parlare, a respirare, la mente rapita dallo spettacolo che ho davanti. Quest’uomo è… Di.vi.no. «Piccola strega, mi hai fatto morire con il tuo spettacolino, ma ora si fa sul serio» sussurra entrando e stringendomi a se. Cattura la mia bocca con gesto veloce e famelico, saccheggiandola, divorandola avidamente, togliendomi il respiro, le sue braccia mi stringono con possesso, le mani accarezzano vogliose la mia pelle, le mie spalle, le mie natiche che prende a palpeggiare e strizzare con desiderio animalesco. Grugnisce, la sua lingua gioca furiosa con la mia, mi spinge contro una parete premendosi contro di me, sento la sua notevole erezione premere tra le mie gambe. E’ calda. Dura. Impaziente. «Cazzo!» Sibila sul mio collo mentre lo morde delicatamente «sei di un bello… voglio mangiarti tutta» mi dice affamato. Sono senza fiato e il corpo sta letteralmente bruciando per quest’uomo magnifico e affamato. Affamato di me. «Piccola strega. Ora si fa sul serio, sono stanco di guardarti ogni fottuta sera senza poterti avere Silvia, farò esattamente tutto quello che ti sei fatta da sola, e anche di più, ti prenderò in ogni modo possibile, piccola peccatrice lussuriosa, non hai idea di come c’è l’ho duro, tanto duro da far male. Un brivido percorre la mia pelle, un brivido di desiderio famelico. «Oh Leonardo… si, farò tutto quello che vorrai» sussurro eccitata sulla sua pelle accaldata. Con un piede chiude la porta chiudendola poi a chiave, sorride mentre mi morsica il labbro inferiore, mi prende in braccio avvolgendogli le gambe intorno ai fianchi, trascinandomi nella camera da letto, mi strappa con forza la mia bella vestaglia di seta azzurra guardando con concupiscenza il mio corpo nudo, quasi avesse la bava alla bocca, tremo al pensiero che tra poco sarò alla sua mercé. Mi butta sul letto con poca grazia per poi avventarsi su di me, come un animale famelico, comincia a leccare ogni centimetro della mia pelle e le mie mani toccano il paradiso. Oh, si. Questa sarà una notte da ricordare, una lunga notte d’amore.

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