La nuova collega

La nuova collega

Sono Antonio, lavoro in una grande industri nel milanese, lavoro all’ufficio acquisti. Sarà per il mio carattere tranquillo e paziente ma quando ci sono nuovi arrivati nel nostro ufficio li mettono sempre in affiancamento a me. Le cose da imparare sono tante, anche perché il gestionale è realizzato ad hoc, perciò bisogna spiegare proprio tutto a chi arriva e l’affiancamento dura un mesetto. Sono 2 anni che siamo sotto organico ma non si riesce a capire come fanno le selezioni, uno non ha nemmeno finito il mese di affiancamento, uno l’ha finito ma poi si è reso conto che il lavoro non faceva per lui, un’altra era la classica saputella che durante tutto l’affiancamento sapeva tutto le, poi la prima settimana da sola ha fatto dei casini tremendi ed è stata cacciata…
Oggi mi hanno detto che lunedì arriverà una nuova ragazza e, guarda caso, anche questa volta dovrò insegnarle io. Così mi rallenterà il lavoro e dovrò fare straordinari per fare tutto.
E’ lunedì, arrivo in ritardo perché ho trovato un incidente. Ero incazzato nero e non ricordavo che sarebbe arrivata la ragazza. Entro in ufficio con un quarto d’ora di ritardo, tutto imbronciato, apro la porta ed alla mia scrivania vedo una ragazza. Ho fatto l’impossibile per calmarmi, non volevo spaventarla, mi sono presentato ed abbiamo iniziato.
Si chiamava Paola, 23 anni, prima esperienza lavorativa. Era carina, alta più o meno 1 e 70, bionda con i capelli lunghi, di seno avrà avuto una terza, fisico asciuta… Era abbastanza timida, di poche parola ed il modo di vestire non metteva molto in evidenza quello che doveva essere un corpo ben fatto.
Passano i giorni e Paola si scioglie un po’, è simpatica, ci vado d’accordo e vedo che sta attenta a quello che le dico. Inizio a guardarla meglio, approfitto di quando si alza per andare al bagno per osservarle il culo, ben fatto, i jeans non sono attillati ma comunque si vede che è un bel culo. Ha un buon profumo, mi piace, gradevole e non in quantità esagerata.
Arriva il primo fine settimana e mi rendo conto che ogni tanto il mio pensiero va a lei. Non è una gran figona ma mi piace, la sua persona mi ha catturato.
Lunedì mattina sono felice quando la vedo, arriva vicino a me e sento il suo profumo.
Vorrei chiederle di uscire di sera, di andarsi a bere un drink ma il suo carattere un po’ timido mi frena.
Parlando del più e del meno sono riuscito a sapere che non ha il fidanzato, è single, bene! Tra l’altro vedo che con me ha un sorriso diverso da quello che ha con gli altri ma potrebbe essere dovuto al fatto che con me ha più confidenza.
Arriva lunedì alle 18, lei se ne va ed anche gli altri, io mi fermo per recuperare. Sono solo in ufficio, sento ancora il suo profumo nell’aria. Mi chino sul sedile della sua sedia e annuso, sentivo molto bene il suo profumo. Poco prima c’era il suo sedere appoggiato la, al pensiero sento che il mio uccello inizia a indurirsi. Mi aveva proprio preso! Dovevo fare qualcosa per uscire assieme a lei!
Martedì stiamo lavorando nella mia postazione. Lei è al PC ed io sto guardando se fa giusto. Ad un certo momento le dico “aspetta, stai sbagliando questo passaggio”. Porto la mano sul mouse dove c’è ancora appoggiata la sua, la tocco ma il mio è un gesto normale, mi aspettavo che lei togliesse la mano per poter utilizzare il mouse. Lei invece sente il contatto della mia mano sulla sua, la tiene la e si gira leggermente guardandomi e sorridendomi, le nostre facce erano molto vicine, se non fossi stato in ufficio probabilmente l’avrei baciata ma li non potevo.
E’ metà mattina, attendo che i miei colleghi escano a prendere il caffè e quando rientrano le chiedo se vuole berne uno così ci assentiamo da soli al distributore del caffè e possiamo parlare tranquillamente. La da soli lei mi sorride diversamente da come mi sorride in ufficio in presenza dei miei colleghi.
Sta nascendo qualcosa ma il fatto di essere sul posto di lavoro e la sua timidezza mi frenano un po’. Penso che se mi sbaglio e non gliene frega nulla poi magari ne risente il rapporto di lavoro.
Il giorno dopo lei mi chiede “oggi a pranzo non ho proprio voglia di mangiare in mensa, conosci un posto dove potrei andare qui vicino?”
Prendo la palla al balzo e le rispondo “si ne conosco uno, se vuoi ti ci accompagno, è brutto mangiare da soli!”
Lei con un gran sorriso accetta. Andiamo con la mia macchina, parcheggio e nel tratto tra il parcheggio ed il locale io sono alla sua sinistra, le metto la mano sulla spalla destra, lei mi lascia fare e man mano che camminiamo la tiro sempre più vicina a me fino a quando si appoggia sul mio fianco ma siamo arrivati alla porta e perciò ci stacchiamo per entrare.
Mangiamo e pago io, voglio fare il gentil’uomo. Saliamo in auto, la guardo e vedo che ha una ciglia sulla guancia, le dico “aspetta che hai una ciglia, te la tolgo” e porto la mano sulla sua faccia. Lei vedendo la mano arrivare istintivamente si è girata, il mio pollice si è trovato appoggiato alle sue labbra, molto morbide devo dire. Poi mi ha spiazzato, mi ha baciato il dito, non me lo sarei proprio aspettato. Ma la sua timidezza ha preso il sopravvento e così girandosi di nuovo verso la strada mi dice “andiamo che altrimenti facciamo tardi?”
Mi avvio ma avevo capito che era mia!
Torniamo al lavoro, per fortuna mia alla spalle della mia scrivania non c’è nessuno, c’è il muro, perciò nessuno vede quello che ho sul monitor.
Iniziamo a lavorare e dopo un po’ apro notepad di windows e scrivo “sono in debito”, lascio che legga e poi torno alla videata del programma di lavoro. Lei apre il suo notes in una pagina interna e scrive “per cosa?” e lo richiude. Riapro notepad e scrivo “avanzi un bacio, tu me ne hai dato uno sul dito ma io devo ancora contraccambiare”
Lei riapre la pagina di prima e scrive “ah adesso ho capito. Ma non devi sentirti in obbligo di contraccambiare”
Io scrivo “non mi sento in obbligo, anzi, è un piacere per me!”
Lei scrive “ma siamo in ufficio, come faccio a metterti il dito sulla bocca e tu a baciarmelo senza che nessuno se ne accorga?”
Io scrivo “non occorre che sia proprio il dito, posso dartelo anche da un’altra parte. Per i miei colleghi è davvero un problema! Come possiamo fare?”
Lei scrive “e dove me lo vorresti dare il bacio? Comunque non puoi per via dei tuoi colleghi!” e discegna una faccina che ride.
Io scrivo “dove che te lo voglio dare è una sorpresa. Per i miei colleghi avrei una soluzione…”
Lei scrive “mi piacciono le sorprese. 🙂 Ma non vedo come si possa fare con i tuoi colleghi qua in giro…”
Io scrivo “ma tu lo vuoi questo bacio? ;)”
Lei scrive “potrebbe essere… E comunque se ti senti in debito non vorrei che poi rimanessi con i sensi di colpa 😀 ”
Poi continua “ma tanto ci sono i tuoi colleghi e perciò non riuscirai a darmelo 😀 ”
Io scrivo “se risolvo il problema dei miei colleghi te lo posso dare?”
Lei scrive “potrebbe essere…”
Io scrivo “stasera a cena, niente colleghi!”
Lei scrive “ci devo pensare…”
Io “dai non tenermi sulle spine!”
Lei “ma non dovevamo lavorare? 😀 ”
Io “grrrr…. ”
Spendo notepad e torno al programma di lavoro. Ogni tanto i nostri sguardi si incrociano, noto in lei una luce diversa.
E’ quasi ora di uscire, riapro notepad e scrivo “allora? ci hai pensato?”
Lei scrive “meglio di no, magari scopro che sei un maniaco! 😀 ”
Io “ok, capito”. Ho chiuso notepad ed ho pensato di essermi sbagliato, di aver interpretato male qualche suo comportamento.
Arriva l’ora di chiusura, tutti se ne vanno, compresa lei ed io mi fermo per recuperare. 10 minuti dopo mi arriva un sms “:D se proprio me lo vuoi dare questo bacio vienimi a prendere tra 40 minuti e mi scrive l’indirizzo”.
Non ci credevo! Mi aveva preso in giro dicendomi di no.
Passo a prenderla all’orario prestabilito. Lei è vestita con una camicetta bianca ed una gonna azzurra sopra il ginocchio. Truccata un po’ di più di quando viene in ufficio. La gonna ha un piccolo spacco laterale, quando sale in macchina le arriva a metà coscia. E’ caldo, non porta le calze, ha delle belle gambe!
Mi guarda e mi chiede divertita “perché siamo in macchina?”
Io “non ti dovevo portare a cena?”
Lei ridacchiando “ho voluto stupirti, ho preparato qualcosina su da me, non ti va di salire?”
In mezzo secondo ero già fuori dalla sua parte che le aprivo lo sportello.
Siamo entrati in ascensore, non ce l’ho fatto più a tenermi, l’ho abbracciata ed ho iniziato a baciarla con una gran passione. Avevo l’uccello già durissimo e lo spingevo contro il suo bacino. Arrivati al piano si apre l’ascensore, lei mi guarda e mi chiede “entriamo in casa o vuoi passare qua la serata?”
Entriamo in casa sua, le sono di nuovo addosso, siamo avvinghiati. La bacio con una passione incredibile, mi ha preso tantissimo! Inizio a indagare il suo corpo con le mani, le tocco il culo, bello sodo. Metto una mano tra i nostri corpi ed arrivo al suo seno, glielo palpo ancora protetto dal suo reggiseno.
Con l’altra mano arrivo allo spacco della gonna, la infilo dentro e le accarezzo la coscia, la faccio scorrere su ed arrivo al suo culo, porta un perizoma, inizio a palpargli le natiche ed a schiacciarle il mio uccello duro contro il suo ventre.
Individuo la camera e continuando a baciarla ci dirigiamo la. Le inizio a sbottonare la camicia, gliela apro e gliela sfilo, rimane con un reggiseno di pizzo, lo apro sganciandolo dietro, lei mi guarda negli occhi e mi tira a se baciandomi. Ci baciamo per un po’, poi quando ci stacchiamo il reggiseno cade e scopro un bellissimo paio di tette sode. Gliele tocco e quando le tocco un capezzolo ha un sussulto ed emette un sospiro. Mi abbasso e le inizio a succhiare i capezzoli, lei geme.
Fin che le succhio i capezzoli le slaccio la gonna e la lascio cadere, adesso indossa solo il perizoma. La faccio stendere, continuo a baciarle le tette e poi scendo baciandole la pancia, arrivo al perizoma ed inizio a baciarle il monte di venere da sopra la stoffa, i suoi sospiri aumentano. Prendo i bordi laterali del perizoma con le mani ed inizio a calarli, ecco, è nuda completamente. Adesso sto baciando il suo monte di venere coperto dai suoi peli che scopro essere biondi. Mi abbasso ed inizio a baciarle le grandi labbra, sospira sempre più forte e geme. Con le dita le allargo le grandi labbra e ci infilo nel solco la lingua facendola scorrere da sotto ed arrivando al clitoride. Quando ci arrivo sento “siii…”
Continuo a leccargliela e dopo un po’ sento le sue mani che mi premono ancor di più la testa e viene.
Mi alzo e la bacio facendole sentire il suo gusto. Lei mi porta le mani sul culo e poi mi dice “alzati”. Obbedisco, sono in piedi vicino al bordo del letto, lei si alza di fronte a me e mi sfila la maglietta. Mi accarezza il petto e poi si risiede sul letto, mi slaccia la cintura e mi apre i pantaloni facendomeli cadere alle caviglie. Sono di fronte a lei vestito solo con i boxer ed un grande rigonfimanto dentro di questi davanti al suo viso.
Lei prende l’elastico sul davanti e lo abbassa, il mio uccello scatta fuori a molla arrivandole a 3-4 centimetri dal naso.
Lei lo prende in mano muovendole dolcemente avanti ed indietro, poi mi guarda negli occhie e se lo porta alle labbra iniziando a baciarmi la cappella. Le sue labbra morbide mi facevano impazziere. Estrae la lingua ed inizia a leccarmelo per poi infilarselo in bocca ed iniziare un bel pompino.
Mi piaceva ma volevo scoparla, ne avevo una gran voglia. Così le ho detto “sei fantastica ma non voglio venire subito” e l’ho staccata facendola distendere sul setto. Mi sono messo sopra di lei, ho iniziato a baciarla ed intanto il mio uccello era a contatto con i suoi peli. La baciavo e le strizzavo i capezzoli con una mano.
Lei mi guarda e mi dice “voglio farlo adesso” e poi mi sorprendere dicendomi “però fai piano, sei il primo”
Nei suoi occhi c’era una dolcezza incredibile ed io volevo essere altrettanto dolce, perciò l’ho messo all’imboccatura della sua fighetta e prima di inserirlo ho iniziato a baciarla dolcemente ed ho iniziato ad affondarlo, poco, poi tornavo indietro per poi riaffondarlo leggermente di più. Ad un certo momento ho sentito che l’ostacolo non c’era più e lei tirare un sospiro. Mi sono fermato un istante e poi ho iniziato a scoparla dolcemente continuando a baciarla ed a strizzarle un capezzolo con una mano.
Dopo pochi affondi lei dice “siii… mi piace, sei fantastico!”
Io “è bellissimo farlo con te, sei bellissima!”
Lei “però ricordati di toglierti perché non prendo la pillola”
Dopo un po’ prima di venire mi sono tolto, l’ho appoggiato sulla sua pancia e mi sono messo sopra. Ho iniziato a muovermi e le sono venuto sulla pancia.
E’ stata una serata stupenda.
Da quel momento non è più solo una mia collega.

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