Ricordi

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Ho questo ricordo che voglio raccontare. Mi chiamo Aldo, avevo quasi 24 anni e mi accingevo a prendere la seconda laurea. Per non stare sulle spalle dei miei genitori mi procuravo dei lavoretti. Barista, commesso, intrattenitore per feste dei bambini e anche baby sitter. Guardavo il figlio dei nostri vicini di casa. Una coppia di trentacinquenni che avevano due figli, sapevano che a me serviva di lavorare e mi davano questa opportunità. Un pomeriggio stavo studiando e suonano alla porta,  era Elena,  la mamma del piccolo che guardavo. Sento mia madre che viene verso la mia stanza, apre la porta e mi chiede,  ha chiesto Elena se puoi andare un paio d ore a tenere il piccolo Fabio, lei oggi è a casa ma ha l’influenza e non ce la fa a stargli dietro. Ci penso un attimo e poi accetto. Sono in calzoncini e canottiera visto che fa molto caldo e così vestito vado. Mentre percorro il corridoio che mi porta a casa di Fabio penso ad Elena,  che sfiga,  di giugno l influenza, mah. Comunque suono alla porta e mi apre Luigi il papà di Fabio,  ci salutiamo e lui, grazie per essere venuto,  io porto Beatrice (la figlia piu grande), ad una festa di un amichetto, Elena sta dormendo in camera di Fabio e per ora dorme anche lui. Mi stringe la mano,  prende Beatrice ed esce di casa. Nel silenzio più assoluto mi avvio verso la camera di Fabio e Bea, apro la porta e vedo che Elena dorme nella parte sotto del letto a castello che di solito è di Fabio e sopra con tanto di protezione dorme lui.
Sempre in silenzio mi avvicino al letto a castello e rimango in piedi a guardare Fabio che dorme tranquillo,  trascurando Elena che stava sotto. Mi appoggio col viso sul materasso di Fabio, non faccio in tempo a rilassarmi che dalla parte sotto mi sento mettere una mano sul cazzo, rimango impietrito, ma Elena mi cala i calzoncini e comincia a succhiarmi l uccello che comincia a crescere. Provo ad abbassare la testa tra i due letti e la vedo col cazzo in bocca e le due mani che mi rovistanto le palle e l asta ormai dura come il marmo. Sottovoce le dico, ma cosa fai..e lei sempre sottovoce,  faccio quello che sogno da tanto e torna a cacciarselo in bocca. A me sembra di sognare, è di una maestria unica a spompinare, si è messa in ginocchio, le mani sul mio culo e  si spinge il cazzo tutto fino in gola tirandosi contro il mio bacino scopandosi da sola la bocca. Sento la cappella che strofina sulle tonsille. La sento che a volte ha dei conati ma non si ferma anzi accellera e io godo come non ho mai fatto fino ad ora, sono attimi indescrivibili per me che all improvviso le sborro in gola, il primo getto la sorprende un po, ma non piu di tanto e allora fa un ultimo sforzo aumentando gli ultimi affondi e farsi schizzare un mare di sperma nell esofago. A me tremano le gambe e lei rallentando il ritmo ingoia fino all ultima goccia.  Sente il pisello perdere consistenza, se lo toglie dalla bocca e senza fiatare va verso il bagno. Io non riesco nemmeno a tirarmi su i calzoncini.
Passato l attimo la raggiungo in bagno, ci guardiamo negli occhi per un attimo, la trovo bellissima e sono ancora incredulo per quello che è successo. Mi faccio coraggio, mi avvicino e le sfioro le labbra con le mie, sembra tremi, la bacio lievemente, la stringo a me e a quel punto le metto mezzo metro di lingua in bocca, lei contraccambia in modo altrettanto focoso. Ci baciamo per un tempo infinito, la tasto dappertutto e la sento eccitatissima. Arrivo ad infilarle una mano negli slip e trovo un lago. Allora la spoglio completamente nuda, la faccio sedere sul mobile col bacino che sporge in avanti,  mi inginocchio e le vado a leccare la fica, lei apre oscenamente le gambe e io delicatamente la lavoro con la lingua.Lei ha gli occhi socchiusi e ansima di piacere, intanto il mio cazzo è tornato bello duro, mi calo i calzoncini e così come sta, me la comincio a chiavare. Come sente la cappella  entrare ha un fremito. Io a quel punto allora affondo in quella carne morbida, calda e bagnata, fino ai coglioni e mi bastano pochi colpi per sentirla godere quasi ad urlare,  si avvinghia a me contorcendosi, gode rimettendomi la lingua in bocca, io mantengo un ritmo forsennato, la sfondo e lei continua il suo show poggiandosi con le spalle al muro e la vedo rigirare gli occhi all indietro per quanto gode. Emette dei gridolini sommessi e si lascia penetrare, io rallento e la bacio piano sul collo,  la faccio riprendere piano piano, l aiuto a scendere dal mobile, la faccio girare, la posiziono davanti al lavandino,  lei si china in avanti e io le infilo l uccello da dietro, in fica, che mi accoglie dilatandosi. Mi assesto come piace a me,  la puntello per bene e ricomincio a montarla in modo esagerato. Le sconquasso l intestino, lei si attacca con le mani ai rubinetti e ci guardiamo dallo specchio, ci fissiamo, è un immagine bellissima e all improvviso lei diventa silenziosa come se il godere stesse montando di nuovo dentro di lei, io lo capisco e mi concentro per non venire subito. Le cerco i seni, mi aggrappo a loro e le massaggio i capezzoli, lei per farsi penetrare meglio è in punta di piedi e mentre la vedo socchiudere gli occhi ecco l orgasmo. Dalla bocca le esce un rantolo soffocato e continuo, sembra posseduta e spinge il suo culo verso di me a scatti veloci, io non ce la faccio più e a quel punto le sborro dentro un mare di liquido, sembra non finire mai e la cavalco in preda agli spasmi.  Rallento, esco, ho l affanno,  mi siedo sul water e mi accorgo che lei è ancora a pecorina poggiata sul lavandino, si tira su piano, tira un grosso sospiro e soffiando dice, mamma mia che scopata ragazzi. Scoppiamo a ridere.
Dopo esserci ripuliti usciamo dal bagno e controlliamo Fabio che dorme tranquillamente.  Vuoi un caffè,  mi dice, accetto e le domando, scusa ma non avevi la febbre? Era una scusa,  mi dice,  ma è una storia triste e lunga, poi te la spiego. Siamo andati avanti a trombare ogni volta che avevamo possibilità per anni,  visto che la storia triste era che il marito aveva dei problemi seri alla prostata e da tempo il suo pisello non funzionava più. Amava sua moglie e per non perderla la faceva scopare dal sottoscritto per farla sfogare.  Naturalmente lui faceva finta di niente e la gente non sospettava di nulla, sia del loro problema,  sia del giovane baby sitter. Misteri della vita e buon per me.

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