Un vecchio porco si fa una bella ventenne

Un vecchio porco si fa una bella ventenne

Mi piacciono le ragazze, quelle giovani, le belle ventenni allegre e gioiose, pronte a concedersi e a divertirsi senza farsi troppi problemi, per un uomo vecchio come me sono il massimo. Il mio nome è Massimo ed ho 65 anni, sono divorziato, mi sono lasciato con mia moglie cinque anni fa, ho due figli che hanno rispettive famiglie e vivono in altre città, sono rimasto solo, ho i miei vecchi amici con cui passare le serate e divertirci. Loro si accontentano di una partita a carte o di una scampagnata, magari di una cena tutti insieme, hanno moglie e figli, vivono nella loro bella casa con la famiglia e per loro è tutto li. Io ho cercato di vedere la mia situazione cercando i lati positivi, non ho nessun vincolo e nessuno che mi dice cosa fare e quando, posso avere tante donne senza tradire quella che ho vicino e divertirmi in quei localini a luci rosse. Ed è li che vado il sabato sera insieme ad un amico, ci piace guardare quelle belle donne ballare attorno ai pali completamente nude, è un toccasana per il mio cazzo. A fine spettacolo ho pagato qualcuno di loro per succhiarmelo, non ho mai speso così bene i miei soldi, sono tutte donne sopra i 35 anni, bellissime, bollenti ma nessuna di loro fa sesso completo con i clienti. Ho provato anche a offrire più soldi e ad invitarle a casa ma non c’è stato niente da fare, hanno una loro regola che seguono alla lettera, solo pompini e seghe. Comunque, dicevo che ho scoperto una passione per le ventenni, è successo dopo che ho conosciuto Alessia, la nuova barista del solito bar dove io e i miei amici ci raduniamo. È davvero sexy, alta, capelli neri mossi, occhi azzurri e un fisico da vera donna, quando si muove tra i tavoli è impossibile non fissarla, anche i miei amici pensano che sia davvero notevole ma nessuno si spinge oltre, un po’ per l’età e un po’ perché si sentirebbero in colpa per le rispettive mogli. La verità è che sicuramente pensano quello che io ho il coraggio di dire e cioè che è davvero bollente e che ispira sesso. Non sono io che ho voluto per forza vederci sesso, ma lei ha lanciato segnali chiari che mi hanno fatto intendere che la cosa poteva starci. Ogni pomeriggio mi portava il solito caffè con due biscotti, ormai aveva imparato, mi sorrideva, mi faceva qualche battuta e poi andava via. Mi diceva che ero un uomo affascinante, che era un peccato che fossi tutto solo, una volta mi chiese perché mia moglie non veniva mai, le dissi che ero divorziato, disse che era dispiaciuta ma dal suo sguardo non mi parve. Comunque, dopo settimane passate tra battute e allusioni, un pomeriggio decisi di andare sul tardi quando sapevo avrebbe smontato il turno, volevo provare a offrirle qualcosa da bere. Non m’ importava nulla se aveva quarant’anni meno di me, la vedevo e mi si faceva duro, mi provocava ed era arrivato il momento di capire se faceva sul serio oppure mi prendeva in giro. Aspettai fuori, quando mi vide mi sorrise e mi chiese come mai non ero andato a prendere il solito caffè, gli risposi che la stavo aspettando e che speravo di poter prendere qualcosa con la sua compagnia. Sembrò pensarci un attimo, poi accettò l’invito, per me quello fu il segnale del via libera, la portai fino alla mia macchina e la feci salire, guidai un po’, poi mi fermai in una stradina isolata, chiusi le sicure, si guardò intorno spaesata. “Cosa stai facendo?”. “Come? Non dirmi che adesso vuoi far finta di nulla, dai vieni qui”. Allungai una mano e l’avvicinai a me, lei si dimenò e mi disse di smetterla, a quanto pare avevo capito male. “Come ti permetti? Portami a casa, non mi toccare vecchio porco”. “Ah io sarei un vecchio porco? E tu che sculetti per i tavoli e fai allusioni provocanti cosa sei? Una troietta. Pensi che puoi fare quello che vuoi senza scatenare delle reazioni? Ora me lo succhi”. Lo tirai fuori, il mio cazzo moscio iniziava a crescere di volume, lei fece una faccia disgustata. “Sei vecchio, mi fai schifo…” L’afferrai per la testa e la feci piegare a forza, le accarezzai il contorno delle labbra con la cappella, lei cercava di liberarsi e mi diceva di smetterla, io spinsi il cazzo verso la sua bocca e la penetrai. Non le lasciai la testa, la forzai nel muoverla su e giù e a spompinare il cazzo, probabilmente si rese conto che non aveva alternativa, così iniziò a collaborare, lo prese in mano e me lo succhiò, come era brava con la bocca. Ero eccitatissimo, volevo scoparmela, avevo voglia di una bella figa giovane e fresca, mi spinsi su di lei, ero più grosso e non poteva fare molto per ribellarsi. “Lasciami porco…”. Le sollevai la minigonna e le scostai le mutandine, misi un dito nella sua figa, era molto bagnata, la puttanella si stava eccitando, lo annusai e lo leccai, poi gli tirai giù il top e le tette fuori dal reggiseno. Leccai e succhiai i capezzoli, la troietta smise di lamentarsi e iniziò a gemere di piacere di piacere, fu in quel momento che ne approfittai e la penetrai nella figa. Lei trattenne un urlo, le misi una mano sulla bocca e la scopai, mossi il bacino ritmicamente verso di lei, il mio cazzo la sfondava ad un certo punto cominciò a lasciarsi andare. “Oh si…Si così…Spingi, fammelo sentire porco…Sei un vecchio porco…Fottimi”. “Che troietta che sei…Ti piacciono quelli maturi eh? Senti come ti sbatto”. Aumentai il ritmo, le sollevai il bacino, volevo accesso al suo buchetto più stretto, infilai un dito dentro mentre continuava a sfondarle la figa, entrò facilmente e la puttanella gemette di più. Tirai fuori il cazzo e la penetrai nell’ano, la scopai forte nel culo, come urlava, si toccava la fighetta e veniva, le piaceva prenderlo dietro, quando arrivai al limite lo tirai fuori e schizzi la sborra sulle sue tette. Quanto ho goduto quella volta, la riaccompagnai a casa, i giorni seguenti al bar, ognuno si è comportato come se non fosse successo niente ma io da quel momento ho capito che le giovani troiette mi arrapano tantissimo. Autore: Biagio B.

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