La bella lavanderina l’inizio

La bella lavanderina l’inizio


è un pò di tempo che ho iniziato a frequentare una lavanderia self-service avendo da poco aperto una casa vacanze.
Mi chiamo Luca ormai alla soglia dei 50 anni, un buon lavoro ed una bella famiglia, conla passione smisurata per i piedi.
Come dicevo con l’attività della casa vacanze porto sempre la biancheria in questa lavanderia. Le ragazze sono gentili all’accoglienza, ma sono li solo per riordinare i panni dopo il lavaggio, e così tocca a noi utenti preparare le lavatrici. Cosa che confesso a me molto gradita… Mi piace infatti l’idea di preparare le lavatrici mentre le ragazze assistono dandomi consigli. mi piace soprattutto perchè ho la scusa per inginocchiarmi a terra davanti a loro. Puntualmente infatti cerco sempre una scusa per farle avvicinare in modo da trovarmi in ginocchio avanti a loro. Una in particolare attirava la mia attenzione… 25 anni biondina viso pulito, semplice e carina, affabile, ma anche severa nelle sue espressioni e nei suoi consigli. Ovviamente la mia gentilezza educazione e generosità, oltre al mio aspetto più che gradevole mi hanno aiutato nell’approccio e nella confidenza, mai eccessiva vista la sua superba eleganza e professionalità.
Poi finalmente un giorno, probabilmente era nervosa, mi redarguisce in maniera un pò brutale, prima per aver mischiato della biancheria e poi ancora più veementemente perchè ero inginocchiato su di una chiazza d’acqua e detersivo proprio davanti ad una lavatrice
Ma cosa state combinando??? che ci fate in ginocchio nell’acqua??? Io sono rimasto imbambolato, non avevo la forza e soprattutto la voglia di alzarmi da quella posizione e cercavo di sbiascicare qualcosa di sensato, ma con scarsi risutati. La ragazza intanto entra un attimo nel retrobottega mentre io ero ancora li in ginocchio che ripensavo alla scena appena vissuta e sognavo ad occhi aperti. Ecco che si riapre d’improvviso la porta e la ragazza esce decisa… ancora li stai tu??? Vuoi rimanere in ginocchio tutto il giorno???
Pronuncia queste parole ancora con severità e nervosismo, quando ad un tratto il suo viso si illumina in un sorriso…Io intanto con qualche difficoltà mi rialzo, mi ero anchilosato, e noto, con perplessità che inizia a guardarmi con occhi diversi… Ok scusami ora meglio che vada a recuparare la funzionalità delle mie ginocchia, le dico sorridendo, cercando ancora una sponda al discorso, ma lei sempre più sicura di se mi liquida con non chalanche. Lascio la mia solita mancia e la saluto sognando.
Dopo due ore il fatidico momento del ritiro. Chissà come si comporterà.. Entro e la saluto col sorriso, anche lei sorride, ma subito dopo il suo viso si fa serio. ancora non sono riuscita a metterle le lenzuola piegate, e ho ancora tante lavatrici da svuotare. Se vuole le sue cose si può accomodare nel retrobottega e se le piega, ma faccia presto perchè è una concessione che le faccio altrimenti deve venire a ritirare con comodo. a mio comodo ahahahaha contanto di sorriso beffardo. Signorina come dice Lei, sono ai suoi ordini le dico sorridendo. ogni suo desiderio è un ordine… Bene allora si accomodi dentro, troverà ben stropicciate le sue lenzuola ed asciugamani. mi raccomando le sistemi bene e faccia presto… Entrato nel retrobottega trovo tanti armadietti chiusi, ed in fondo al corrdoio un tavolinetto basso altezza ginocchio. E proprio li che sognavo di finire. Non potevo sperare di trovare le scarpe della ragazza in quanto le indossava ai piedi (adidas stan smith), ma speravo di trovarci zoccoletti che comunque non ho mai visto indossare. Così mi sono messo a lavoro piegato sul tavolinetto ma fortemente tentato dall’inginocchiarmi. Ad un certo punto sento la porta che si apre e lei che viene verso di me… Che fai in piedi?? secondo me in ginocchio staresti molto più comodo ahahaha sfoggiando il suo sorriso beffardo. A quel punto senza proferire parola mi sono inginocchiato davanti a lei ho abbassato la testa e baciato la punta della sua scarpa.
Lo sapevo che eri un umile schiavo… tira fuori la lingua e fammi vedere dove puuoi spingerti. A quel punto le ho alzato su il piede con la scarpa ancora indossata, le ho dato una grossa leccata alla suola delle sue scarpoe e le ho detto… per poter inebriarmi del profumo dei suoi piedi sono disposto a tutto mia Divina….
CONTINUA
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