Una Milf in Astinenza

Una Milf in Astinenza


Sono una donna matura di mezza, mi piace essere considerata dagli uomini come una milf.
Credo che il mio corpo moderatamente formoso mi permetta di essere considerata una delle milf italiane che quando ne ha la possibilità non disdegna la compagnia intima di un uomo.
Purtroppo attualmente il mio lavoro mi ha portato lontano dalla mia città in una zona dove non conosco nessuno, a peggiorare la situazione c’è il fatto che il lavoro assorbe gran parte del mio tempo e delle mie energie.
Questa condizione mi ha costretta ad un periodo di astinenza sessuale prolungato che non riesco ad interrompere non riuscendo a trovare un partner in una città che non conosco e e con il poco tempo che ho a disposizione.
Adesso sono tre mesi che non scopo con un uomo ma mi sembra sia passata una vita intera essendo stata negli ultimi anni abituata ad essere penetrata almeno un paio di volte la settimana.
Attualmente dopo i primi mesi in cui ho avuto seri problemi di astinenza sessuale sono riuscita a trovare un metodo sufficientemente soddisfacente a placare le mie bramose necessità sessuali.
Ma prima di adesso ho passato momenti molto difficili durante i quali non riuscivo a gestire la mia fame sessuale che emergeva incontrollata dal mio corpo.
Le lunghe giornate lavorative sono state per mesi l’unico momento in cui riuscivo a non essere sopraffatta dalla voglia di sesso.
Ma una volta rientrata a casa la smania e la voglia tornavano a prendere possesso progressivamente del mio corpo, durante tutta la mia vita ho sempre avuto l’abitudine di rientrare a casa dopo il lavoro ed infilarmi in doccia per farmi scivolare via lo stress lavorativo.
Un momento che ho sempre amato per quanto fosse rilassante ma da quando sono stata trasferita fare la doccia è divenuto un problema.
A causa della mia lunga astinenza sessuale il solo tocco delle mani per insaponarmi faceva aumentare la mia voglia ad un livello insostenibile.
Bastava che le mie mani toccassero le mie gambe, la mia pancia o perfino le ascelle in prossimità del mio seno che una vampata di calore di propagava su tutto il mio corpo.
Non si trattava di una semplice sensazione in quanto il viso, il collo e tutta la parte superiore del corpo compreso il seno e la schiena diventavano di un rosso sempre più intenso nonostante cercassi di mantenere la mia temperatura sotto controllo regolando l’acqua della doccia più fresca possibile.
Inizialmente cercai di ovviare al problema facendo docce veloci evitando di toccarmi, limitandomi a farmi scorrere il bagnoschiuma sul corpo senza insaponarmi in modo da non provocarmi quell’intenso calore.
Una domenica che mi ero alzata dal letto più rilassata mi misi in testa di superare quel limite e di cercare di farmi una doccia vera insaponandomi.
Rilassata e decisa di andare fino in fondo entrai in doccia e dopo aver miscelato l’acqua ad una temperatura piuttosto fresca cominciai a farmi scorrere l’acqua ovunque come ormai ero abituata.
Una volta che mi fui completamente bagnata, chiusi la doccia e dopo aver preso il flacone del bagno schiuma cominciai ad insaponarmi iniziando dai piedi ma appena le mie mani arrivarono sopra il ginocchio il calore comincio a diffondersi partendo proprio da quei piedi che avevo appena insaponato.
Decisa ad affrontare il problema continuai ad insaponarmi le cosce per poi passare ai glutei, sentivo che il calore era arrivata prepotentemente al mio viso dandomi una sensazione di calore che cominciava a farsi molto fastidiosa.
Continuai comunque ad insaponare le mie chiappe che nel frattempo erano divenute rosse come se fossero state intensamente sculacciate, un calore intenso aveva ormai preso ogni centimetro del mio corpo.
Quando le mie mani si allontanarono dalle mie chiappe per insaponare la mia figa pelosa, in quanto non la radevo da settimane, sentii il calore trasformarsi in un improvviso crampo al basso ventre che mi fece piegare immediatamente in due dal dolore.
Mi ritrovai accovacciata nella doccia con le mani sulla pancia a cercare di contenere quel dolore al basso ventre, sentivo come se qualcosa dovesse uscire dal mio ventre ma senza trovare sfogo.
I lamenti e le lacrime erano l’unica reazione che il mio corpo riusciva ad esprimere, ero accovacciata inerme con le ginocchia portate al petto come se cercassi di contenere quel dolore piegandomi in due.
Pensai che gli spasmi fossero dovuti a dell’aria bloccata dentro e cercai di mettermi accovacciata su un alto nonostante il poco spazio disponibile dentro la doccia, portai una mano dietro su una chiappa e cominciai a tirarla verso l’esterno per cercare di dare una via di sfogo attraverso lo sfintere.
Ma il dolore continuava anche se quella mossa di allargarmi la chiappa aveva in qualche modo dato la sensazione che quel dolore potesse essere mitigato, spinta da dolore insostenibile ebbi l’istinto di infilarmi due dita nel culo per liberarmi.
E lo feci in un attimo senza pensarci, senza essermi lubrificata l’ano, senza nessuna indecisione, sena nemmeno rendermene conto mi ritrovai le dita indice e medio totalmente immerse dentro il mio culo.
Ma il dolore al basso ventre continuava e sembrava non potesse essere risolto da quelle dita interamente infilate dentro il mio buco del culo.
Disperata e vinta dal dolore ebbi una crisi isterica cominciai ad urlare e dimenarmi come fossi indemoniata, i miei movimenti incontrollati mi facevano sbattere e sobbalzare senza rendermi conto di avere ancora le dita dentro di me.
All’ennesimo sobbalzo senti le dita infilarsi ancora più dentro nel culo ed il dolore al basso ventre spostarsi leggermente verso il basso, ebbi la chiara sensazione che quel qualcosa che mi provocava dolore si fosse sbloccato.
A quel punto istintivamente cominciai a muovere le dita infilate nel profondo del mio culo in modo circolare come per allargare il diametro di quel canale anale che stringeva le dita della mia mano.
Dopo alcuni movimenti circolari piuttosto decisi sentii nuovamente il dolore al basso ventre spostarsi verso il basso, in quel momento ebbi la certezza che quella manovra era la chiave per risolvere il mio problema.
Subito mi infilai altre due dita dentro il culo, il dolore continuava a scendere, sentivo che lentamente stavo per liberarmi da quella sofferenza.
Continuai ancora ed ancora a muovere le dita dentro il mio culo in modo frenetico fino a quando sentii quel dolore essere sceso fino all’altezza della fica.
Ma non era ancora finita se il dolore era fortissimo prima adesso che era dentro la mia fica pelosa era insopportabile, istintivamente mi divaricai le cosce con le gambe piegate costrette dalla mancanza di spazio del box della doccia.
Avevo la sensazione di star partorendo, il dolore si era bloccato all’altezza della fica, cercai con le mani di allargarmi le labbra vaginali quasi a strapparmele ma il dolore era più interno e allargare la fica non aveva effetto.
In un momento di lucidità ricordai di aver visto in tv il comportamento da avere durante le fasi finali del parto e della respirazione che era necessario fare per spingere.
Cominciai ad inspirare in modo sempre più intenso cercando di spingere fuori l’aria dal basso, il dolore si faceva ancora più forte semmai fosse stato possibile, comincia a sudare freddo sempre più freddo.
Avevo paura di svenire dallo sforzo e dal dolore e disperata mi inarcai allargando ancora di più le cosce quando ad un tratto sentii un tonfo contro la parete in plexiglas della doccia ed il dolore scomparve.
Crollai immediatamente accovacciata, svuotata senza nessun pensiero in testa se non una immensa gratitudine perché quel dolore era cessato.
Rimasi in quella posizione un tempo indefinito fino a quando sollevando la testa guardai nella direzione di quel rumore leggermente sordo che aveva portato alla fine del mio dolore.
Il vetro della doccia era macchiato come se qualcuno avesse lanciato un gavettone riempito di gelatina, a pochi centimetri dal vetro in plexiglass della doccia c’era una specie di pallina dalla forma leggermente irregolare.
La raccolsi con delicatezza cercando di non alterarne la forma, la sua consistenza era piuttosto solida, toccandola si aveva la sensazione che fosse una pallina di silicone non ancora asciutta ma che non si appiccicava alle mani piuttosto le lubrificava come se fosse un gel.
Incuriosita portai quella cosa che era uscita dal mio basso ventre attraverso la fica verso il mio viso per vederla meglio, annusarla.
Subito riconobbi quell’odore inconfondibile che avevo sentito tutte le volte che avevo avuto un intenso orgasmo, solitamente quando avevo scopato con uomini particolarmente bravi a farmi godere in modo completo.
Quella che avevo in mano in quel momento era il risultato di tutti quegli orgasmi che non avevo più avuto a causa della mancanza di rapporti sessuali
Il mio corpo era così abituato a godere e a produrre orgasmi che questi non avendo più sfogo avevano finito per concentrarsi in quella pallina di umori gelatinosi che poco prima aveva ostruito la parte più profonda della mia fica.
Sarà stato per la gioia del cessato dolore o per il fatto che tale scoperta aveva mosso dentro di me un desiderio altrettanto profondo al dolore subito in quei momenti che la mia reazione istintiva fu quella di rinfilarmi quella cosa dentro la mia fica.
Sapevo che non aveva senso e che forse se fosse rientrata profondamente avrebbe potuto ricominciare il dolore ma la mia mano non poté fare a meno di riportarla in mezzo alle mie cosce e cominciare a spingerla dentro come se fosse il desiderio più grande che avessi mai avuto.
Nonostante la scivolosità della pallina tendesse a sgusciare al di fuori dalle labbra vaginali ancora informi per la dilatazione subita precedentemente, dopo un paio di tentativi riuscii a rinfilarla dentro la vulva.
Appena abboccata sentii un piacere fisico estremo che mi porto subito ai limiti dell’orgasmo, sarà stato per la consistenza gelatinosa e vischiosa di quella cosa o per l’eccitazione dovuta all’idea che quella pallina fosse il concentrato dei miei orgasmi mai goduti e per questo potenzialmente pronti ad essere gustati.
La grande eccitazione mi spinse istintivamente a far affondare quella cosa dentro di me, le mie dita iniziarono subito a sospingerla in profondità tanto da arrivare subito ad infilarmele per intero dentro la fica.
Ma non mi bastava volevo quella cosa più dentro quasi volessi rimettermela in quella posizione che fino a poco rima tanto mi aveva fatto soffrire.
Credo che nonostante non avessi potuto godermela l’espulsione dei miei orgasmi condensati avvenuta poco prima mi avesse fatto sentire un piacere sconosciuto, indefinibile, che non ero riuscita a godere a pieno per la sorpresa e la concitazione del momento ma che la mia fica ricordava di aver provato e che adesso istintivamente richiedeva anzi pretendeva con forza di riassaporare.
Intanto sentivo che un orgasmo stava iniziando dentro di me partendo proprio da quel punto del basso ventre che fino a pochi minuti prima mi aveva procurato quel dolore spasmodico e lancinante.
Sentivo il nuovo orgasmo che stava nascendo proprio da lì ma stavolta libero di fluire verso la mia fica senza trovare a fermarlo quella pallina condensata di sperma, pallina che sentivo il bisogno di affondare ancora più dentro incontro al nuovo orgasmo che stavo sentendo in pancia.
Avendo terminato la lunghezza delle dita afferrai il flacone cilindrico del bagno schiuma e senza pensarci me lo infilai in mezzo alle gambe per spingere più profondamente dentro la fica quella cosa gelatinosa.
Ansimando sempre di più per l’orgasmo crescente riuscii ad infilarmi la pallina di nuovo in pancia tanto da ritrovarmi l intero flacone cilindrico completamente dentro la fica ormai disfatta dallo sforzo della nuova dilatazione.
Ormai i gemiti di piacere avevano preso il posto dei lamenti e si facevano sempre più intensi e forti, dalla fica cominciò a colare un costante rigagnolo gelatinoso come se qualcuno mi avesse riempito la fica di sborra densa.
Godevo come una matta tanto da piangere a stavolta non per il dolore ma per i ripetuti orgasmi che si susseguivano nel profondo della mia fica.
Rimasi più di due ore dentro la doccia continuando a stantuffarmi profondamente la fica ed il buco del culo con il flacone del bagno schiuma, le dita fino all’intera mano.
Mi mancava molto scopare con degli uomini ma dopo quel giorno comincia a passare molto più tempo in doccia per compensare la mancanza di cazzo.
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One thought on “Una Milf in Astinenza

  1. Un racconto al limite del possibile ma molto intrigante, la scelta di una milf e cioè una donna matura è molto azzeccata visto che ormai sono considerate molto vogliose da molti uomini più o meno giovani.

     

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