Uno scettro per due

Uno scettro per due


Quel pomeriggio avevo appuntamento a casa di Tiziana, per aiutarla a svolgere alcune pratiche burocratiche. La temperatura era elevata considerando il periodo primaverile, nonostante fossero trascorse da poco le 17. Parcheggiai l’auto poco distante dal cancello della sua abitazione e subito dopo citofonai. Tiziana aprì cancello e porta ed entrai salutando. Con sorpresa la sua amica Annarita era lì con lei a farle compagnia. Ci scambiammo un un bacio sulle guance, era da parecchio che non ci incontravamo. Le chiesi se stesse lavorando e lei annuì, ma oggi era la sua giornata di riposo. Tiziana era vestita con un pantaloncino e una maglietta a maniche corte, mentre Annarita indossava un vestito fiorito che arrivava poco sopra le ginocchia. Tiziana prese il pc e subito mi mostrò la cartella nel quale erano archiviati i documenti che ci sarebbero stati utili ad espletare la pratica che le interessava. Impiegai circa 20 minuti a terminare e Tiziana mi ringraziò per il tempo messo a disposizione. Iniziammo a parlare del più e del meno, dell’estate alle porte e dell’attività sportiva che avremmo dovuto praticare. Interrompemmo un attimo i discorsi quando Tiziana riferì di dover andare in bagno. Presi il telefono per controllare Facebook e Istagram, nel frattempo Annalisa giocava facendo roteare un anello sul piano del tavolo. Avvertii un tintinnio e alzai lo sguardo dallo schermo dello smartphone. L’anello era caduto sotto il tavolo, così invitai Annarita a stare ferma e mi inginocchiai per raccoglierlo. Mi soffermai qualche secondo sulle sue gambe, lisce e toniche, proprio davanti al mio viso. Curava il suo corpo e si vedeva. Ad un tratto vidi il suo braccio allungarsi sotto il tavolo e la sua mano afferrare la base inferiore del vestito. Aprì le cosce e sollevò l’indumento, lasciandomi senza fiato. Non indossava gli slip e aveva deciso di mostrare ai miei occhi i suoi organi genitali da poco depilati. Le sue gambe oscillavano leggermente a destra e sinistra, senza mai chiudersi, tramite un movimento che mi invitava ad infilarci il capo. Sentii subito il mio membro irrigidirsi. Era una situazione incredibile e mai mi sarei aspettato un simile atteggiamento da Annarita. Un rumore di chiavistello seguì a quell’attimo, tanto da essere costretto a interrompere quella visione paradisiaca. Tiziana ritornò nella stanza. Annarita mi sorrideva, maliziosamente, tenendo sempre il braccio sotto il tavolo, restando ancora con il vestito sollevato, per far lavorare la mia immaginazione. Avevo solo una cosa in testa e non sapevo come fare a poter soddisfare quella voglia, la presenza di Tiziana mi incatenava, tanto da lasciarmi immobile e confuso. La mia amica ci voltò le spalle, intenta a preparare una spremuta di arancia. Annarita invece aveva il viso rivolto a me e iniziò a passarsi la lingua sulle labbra, tanto da farmi eccitare come non mai. Così decisi che avrei dovuto agire. Mi alzai e mi avvicinai a lei. Aveva lo sguardo fisso sui miei pantaloni e prese ad accarezzarmi le parti intime. Tiziana si voltò sorpresa dai miei gemiti e restò paralizzata. Io la guardai, senza imbarazzo, intento a godermi quelle intense carezze. Annalisa si alzò in piedi e si rivolse all’amica. La abbracciò e prese a baciarla sul collo. Tiziana chiuse gli occhi e ricambiò quei gesti, tanto da lasciarmi a bocca spalancata. Entrambe vennero verso di me, mi presero per mano e mi accompagnarono nella camera da letto. Quando fui supino, con le gambe fuori, loro si spogliarono e mi strapparono via pantaloni e slip. Tiziana iniziò a spompinarmi, procedendo lentamente, mentre Annarita le accarezzava capezzoli e sedere. I suoi movimenti si fecero più rapidi, fino a spingere tutto il pene nella sua enorme voragine. Annarita provò a scostarla, ma l’ingordigia di Tiziana era enorme e mai avrebbe lasciato andar via il mio cazzo dalla sua bocca, in quel momento. Annarita così iniziò a leccarmi i testicoli rasati, il che facilitava lo scorrimento della sua lingua su di essi, formando un abbondante strato di saliva. Posò un dito sul mio ano e lo infilò dentro, stimolandomi il fatidico punto G. Tanto bastò a far ingrandire la mia asta di un altro centimetro, sufficiente a strozzare Tiziana, che fu costretta a lasciare la presa per tossire. E fu in quel momento che Annarita si avventò sul mio membro, cospargendolo di saliva. Entrambe condivisero quella gioia, spompinandomi con movimenti coordinati. Le loro lingue si toccavano, procedendo dal glande fino alla base del frenulo per poi procedere al contrario, provocandomi enorme estasi. Mi lustravano il cazzo quasi fosse uno scettro prezioso, mettendolo a lucido con la loro saliva. Avrei potuto raggiungere a breve l’orgasmo, ma non sarebbe stato degno del sogno che stavo vivendo. Annarita si alzò in piedi, divaricando le gambe sopra di me. Con una mano si infilò il pene nella figa e incominciò a cavalcarmi. Dapprima era movimenti lenti, per poi diventare sempre più rapidi fino a ritmi decisamente sostenuti. Tiziana fremeva dalla voglia di essere scopata, così mise la sua figa sulla mia faccia, per essere leccata il clitoride, mentre scambiava effusioni con Annarita. Quest’ultima si lasciò andare e impiegò poco tempo ad avere un orgasmo, così da lasciare spazio alla sua amica. Con la stessa posizione, Tiziana prese a scoparmi. Aveva un fisico giunonico ed ero estremamente eccitato all’idea di dominarla, nonostante lei stesso dominando me. Stanco di restare supino la invitai a girarsi. Lei si posizionò a 69 con Annarita e infilarono entrambe le loro teste tra le rispettive cosce. Il culo di Tiziana era di fronte a me, bello e sodo, così ripresi a scoparla. Mi allungai versi di lei, tirandole i capelli per sollevarle il capo dal clitoride di Annarita e far si che la sua lingua si toccasse con la mia. Dopo si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò: “tempo fa mi avevi confessato di amare i rapporti anali, che ne diresti di aprirmi il culo in due?”. Quelle parole furono un’estasi e rapidamente lubrificai il suo ano con la saliva, non aspettavo altro che quel momento. Piegato sulle ginocchia, infilai il mio cazzo di marmo nel buco del culo di Tiziana, che ebbe un gemito di dolore. Con lenti movimenti cercai di far avanzare il mio membro, evitando di provocarle estremo dolore. I suoi lamenti si trasformarono in gemiti di piacere e io ero estremamente soddisfatto. “Forza scopami il culo porco, rompimelo!” furono le sue parole. Annarita aveva aiutato il suo rilassamento stimolandole con la lingua il clitoride, tanto da farle dimenticare il dolore. Se questo desiderava Tiziana, l’avrei accontentata. Mi sollevai sulle gambe e la afferrai da fianchi. Incominciai a sferrare possenti colpi di minchia, uscendo ed entrando il pene con grande forza. Lei sembrava godere, così aumentai il ritmo. La palle schioccavano contro le sue grandi labbra ad ogni colpo che le davo. Avvertii che stava per avere un orgasmo dal liquido caldo che fuoriusciva dalla sua vagina e schizzava sui miei testicoli. La acchiappai dalle spalle, spingendomi di peso su di lei, tanto da farla cadere su Annarita. Sentii lo sperma salire dalle mie palle, lungo tutta l’asta, mentre lei aveva raggiunto l’estasi. Spinsi tutto il mio pene all’interno del suo culo, schizzando sborra all’interno, più e più volte, in un momento di goduria così elevata da non farmi accorgere che stessi urlando di piacere insieme a Tiziana. Fiotti di sperma le riempirono il culo, mentre il suo liquido caldo si riversava sul volto di Annarita. Al termine, sudati e accaldati, restammo l’uno accanto all’altro, tutti e tre abbracciati e felici.

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