Prima volta cornuto

Prima volta cornuto

Qualche anno fa andammo in vacanza sull’Adriatico. Scelsi un bel hotel sul mare, dove di sera, di tanto in tanto, organizzavano anche delle piccole feste in una saletta adibita a sala ballo/discoteca.
Una sera che tornammo da una serata particolarmente bella. Aperitivo praticamente in spiaggia, cena romantica di pesce, passeggiata sul lungo mare… tornati in hotel notammo che nella saletta si ballava ancora al ritmo degli anni 80. Entrammo a vedere. Nonostante fossero già quasi le 2 di notte, c’erano ancora una dozzina di coppie e alcuni ragazzi single. Ci sedemmo e ordinammo una bottiglia di vino bianco. Stefania, mia moglie è piuttosto timida e riservata, ma quando si sente dell’umore giusto, si getta nella mischia, soprattutto quando ha bevuto un po’ di alcool.
Mi chiese di andare a ballare, ma non ne avevo voglia, e allora andò in pista senza di me.
Bevevo a la seguivo con gli occhi. Era bellissima nel suo vestitino bianco, con i suoi tacchi e i suoi capelli castani chiari, lunghi e raccolti con una coda alta.
Dopo circa mezz’ora erano rimaste veramente poche persone, ed anche la pista si era quasi svuotata. Tra due coppie che ballavano avvinghiati una ragazza sola piuttosto abbondante e due ragazzi soli, c’era mia moglie che brillava di felicità e spensieratezza. Mette stavo sorseggiando il vino, notavo che uno dei due ragazzi si avvicinava sempre più a mia moglie. Lei gli sorrideva continuando a ballare. Dopo qualche minuto, erano sempre vicini- e lui, ballando le girava intorno. Ogni tanto le poggiava la mano sulla spalla o le toccava la schiena. Mi stava agitando. Un misto di gelosia ed eccitazione si stava facendo largo nelle mie viscere. Ero concentrato- l’alcol accentuava ogni sensazione. Ormai erano più le volte che la toccava che quelle che ballavano distanti. Il ragazzo, non altissimo e nemmeno magro, avrà avuto 23-25 anni. Stefania aveva, quella volta, circa 40 anni.
Ad un certo punto il DJ disse nel microfono, che sarebbe stato l’ultimo brano- dopodiché avrebbe messo una playlist soft della durata di circa 1 ora, e comunque a basso volume.
Anche il bar stava chiudendo e in pista rimasero soltanto Stefania ed il ragazzo.
Dopo l’annuncio Stefania benna al tavolo. Era raggiante. Beveva dal suo bicchiere e sorrideva come una ragazzina alla prima cotta.
Hai fatto conquiste, le dissi sorridendo. Ehhh hai visto!! Mi rispose amicando. Il ragazzo si era avvicinato al nostro tavolo, tenendosi a debita distanza. Gli chiesi se gradiva un bicchiere di vino. Accettò e si avvicinò al tavolo. “Massimo”, mi presentai allungandogli la mano. Me la strinse dicendo “Alessandro, piacere”. C’era dell’imbarazzo nei suoi atteggiamenti. Non sapeva dove guardare, dove mettere le mani. Gli chiesi se era del posto ed altre cose innocue. Ci disse che aveva portato i suoi genitori in macchina da Milano, e che sarebbe ripartito fra 2 giorni per poi tornare a riprendere i genitori a fine mese.
Ormai stava andando la musica di sottofondo, le luci erano molto soffuse e la situazione stava per diventare imbarazzante.
Senza pensare troppo, dissi “non ballate più? Io purtroppo sono stanco…” Stefania si alzò di scatto, togliendo dall’imbarazzo il giovane. Alessandro la raggiunse al centro della pista, tenendosi a distanza, nonostante la musica fosse molto soft e sensuale. Per mia grande sorpresa, fu Stefania a fare il primo passo. Si avvicinò a lui, mettendogli un braccio sulla spalla. Dopo poco anche Alessandro prese coraggio, e appoggiò una mano sulla sua schiena. Al secondo brano erano praticamente avvinghiati, la mano di lui era scivolata lentamente sulla parte alta del sedere è da lì non si spostava. Da almeno 15 minuti avevo una erezione dolorosa. Intuivo che lui le stesse dicendo qualcosa all’orecchio e lei rideva. Mi alzai, anche per dare un po’ di agio al mio uccello.
Andai verso i bagni dall’altra parte della sala. Lascia la porta leggermente socchiusa e non accesi la luce. Rimasi ad osservarli con il cuore che mi batteva sulle tempie. La mano del ragazzo aveva raggiunto il sedere di mia moglie e vedevo chiaramente che lo accarezzava. Lei era appoggiata con il proprio seno sul suo petto, ed anche i bacini si toccavano. Erano quasi fermi al centro della pista.
Avrei voluto masturbarmi- ma avevo paura che poi sarebbe prevalsa la gelosia… rimasi ancora un po’ ad osservarli. La sua bocca era appoggiata sulla guancia di Stefania, moolto vicina alle sue labbra, mentre anche l’altra mano palpava il culo.
Per non dare nell’occhio, uscì dal bagno. Lui si discostò dal suo viso e tolse una mano dal sedere. L’altra rimase lì, incollata.
Mi sedetti e sorrisi, per tranquillizzare entrambi. Mi sentivo già cornuto, nonostante non fosse ancora successo niente.
Tornarono al tavolo e bevemmo ancora vino. Restarono in piedi ed Alessandro, non più timido, stette dietro a Stefania, praticamente appoggiando il pube sul suo sedere.
Non visto da lui, feci l’occhiolino a mia moglie, sperando che capisse il messaggio: tutto ok, hai il mio benestare.
Tornarono a ballare- o meglio, a strusciarsi l’uno contro l’altra. Mi stavo scervellando- ormai avevo deciso di reprimere la gelosia e di voler vivere quest’avventura fino in fondo.
Ma come? Ormai anche l’ultima ora stava passando e a breve si sarebbe spenta la musica.
Ok… avevo un piano. Non era un granché, ma avrebbe funzionato- se lui non fosse del tutto imbranato. Infatti l’ultimo brano terminò bruscamente dopo 20 secondi e loro, dopo essere rimasti ancora per 5 secondi incollati, vennero verso di me. Negli occhi di entrambi notavo la delusione. Feci vedere la bottiglia vuota e dissi ad Alessandro “questa è vuota, e sarebbe un peccato finire la serata così. Se ti va, puoi venire nella nostra stanza, abbiamo due bottiglie in fresco e se mettiamo un canale musicale, potete finire almeno l’ultimo ballo”. Lo dissi tutto d’un fiato trattenendo poi il respiro. I loro occhi si illuminarono ed Alessandro disse subito “certo, ben volentieri!”
Salimmo con l’ascensore senza parlare, loro due vicinissimi ed io a due passi e senza guardarci negli occhi.
Feci strada entrando nella stanza. Accesi soltanto una abat-jour e tirai fuori una bottiglia di Sauvignon dal frigo. Stefania stava cercando un canale musicale ed Alessandro rimase in mezzo alla stanza nuovamente colto da imbarazzo.
Stappai la bottiglia e versai 3 bicchieri pieni. Con in sottofondo Sade brindammo alla serata, all’amicizia, alle vacanze, alle donne, all’amore.
Stefania posò per prima il bicchiere e fece girare il ragazzo. Io gli presi il bicchiere dalla mano e mi sentivo regista, cameriere, spettatore e… di nuovo cornuto.
Presi la macchina fotografica dissi “voglio immortalare questo momento, altrimenti non abbiamo nemmeno un ricordo di questa serata”. Dopo qualche scatto, Alessandro si sciolse nuovamente, e le sue mani iniziarono a sfiorare il corpo di Stefania.
Io continuavo a scattare, si sentiva l’eccitazione nell’aria… Stefania baciò Alessandro sulla guancia dicendomi “facci una foto così”. “Ok, dissi, ma daglielo bene il bacio, credo se lo meriti per averti fatto ballare tutta la notte”. Ormai il dado era tratto… mi ero buttato in una direzione di non ritorno. Lei lo guardò negli occhi, e lo baciò sulle labbra… e non feci subito la foto… attesi qualche secondo prima di scattare. Aspetta, dissi, né facce ancora qualc’una… girai intorno a loro, scattando da tutte le direzioni, mentre il loro bacio diventatava sempre più profondo. Lei prese il suo sedere e le strinse a se, mentre le loro lingue si intrecciavano. Mi avvicinai a loro e sbottonai un bottone del vestito di Stefania. Loro non si scomposero, adesso si vedeva il reggiseno bianco di mia moglie, ed io ripresi a fare foto. Mi avvicinai di nuovo, presi una mano di Alessandro e la appoggiai sul seno di Stefania. Era il segnale che tutto poteva accadere, che nulla più era vietato. Feci foto mentre lui piano piano massaggiava da sopra il vestito, il seno di mia moglie. Dopo poco la sua mano scivolò nella scollatura, sopra il reggiseno, mentre le loro bocche non si erano mai staccate.
Ormai non ballavano più, stavano limonando senza ritegno. Alessandro aveva sbottonato ancora un po’ il vestito- che ormai lasciava scoperta mia moglie dal collo alla pancia. Lui le stava palpando i seni a piene mani, una mano era anche scivolata sotto la coppa del reggiseno e si vedeva chiaramente che stava tintillando il capezzolo. Stefania si staccò appena da lui e gli sfilo la t-shirt. Il ragazzo non era fisicato, aveva un accenno di pancetta che lo rendeva “normale”. Lei lo baciò sul petto mentre lui le massaggiava in modo piuttosto forte, il culo. Stefania scese un pochino con la bocca, baciando anche la sua pancia, mentre cercava di slacciargli i pantaloni. Lui l’aiutò, e rimase in boxer. Il suo membro eretto gonfiava l’indumento e dava l’impressione di voler esplodere da un momento all’altro.
Lui le sfilò il vestito e le slacciò il reggiseno, rimasero entrambi in mutande. Bianche traforate quelle di mia moglie, nere e sportive quelle del ragazzo.
Stefania si sedette sul letto e lo attirò a se. Ripresero a baciarsi mentre Alessandro aveva trovato la strada tra le gambe di mia moglie. Le stava accarezzando la fica da sopra gli slip. Stefania lo aggevolò dischiudendo leggermente le cosce. …E io scattavo foto, da ogni prospettiva immaginabile. Ma io per loro non esistevo più, già da un po’. Ad un certo punto Alessandro si mise in ginocchio sul letto, avvicinando il suo bacino al volto di Stefania… lei lo guardava e gli accarezzava le cosce… allora Alessandro le prese la testa e la spinse delicatamente verso il suo pacco. Mia moglie si strusciò su quel membro avvolto ancora dalla stoffa elasticizzata… ci posò le guance e anche la bocca. Alessandro non resisteva a questa tortura e si abbassò i boxer mettendo in mostra un cazzo di dimensioni discrete, sia in lunghezza che diametro. L’arnese era quasi parallelo al corpo, in piena erezione. Stefania continuò a strusciarsi contro il suo cazzo, facendolo impazzire. Alessandro le infilò il dito indice in bocca e Stefania prese a leccarlo e succhiarlo come se fosse un pene. Dopo pochi secondi Alessandro tolse il dito dalla bocca di mia moglie e spinse il cazzo tra le sue labbra. Stefania continuò a succhiare come se fosse ancora il suo dito, sempre in modo molto delicato, quasi romantico. Alessandro le prese nuovamente la testa con le mani e la spinse in modo deciso contro il suo cazzo, che scomparì quasi del tutto nella bocca di Stefania. Alessandro iniziò a parlare, per la prima volta da quasi un’ora, e le disse “succhialo, succhiami forte il cazzo”. Per me era una botta tremenda… un barlume di gelosia mi stava prendendo… la stava trattando da puttana. Ma Stefania mugolò e continuò a succhiarlo fino in fondo. Una mano di Alessandro si era insinuata sotto lo slip o di mia moglie e le stava facendo un ditalino, con due dita. Lui continuava a scoparla in bocca. Ad un certo punto tirò fuori l’uccello dalla sua bocca, alzò leggermente il bacino e le spinse la bocca sullo scroto. Stefania lo leccò, prese in bocca anche i testicoli mentre il cazzo le picchiava sul viso. Mi avvicinai e le sfilzi gli slip fradici di umori. Vidi le dita di Alessandro entrare ed uscire dalla fica quasi del tutto rasata di mia moglie. Di nuovo le infilo l’asta in bocca, accompagnando il gesto con un “succhiami, succhiami il cazzo”. Era un pompino quasi violento, e sicuramente lei lo sentiva in gola. Poco dopo Alessandro si staccò e mise la sua testa tra le cosce di Stefania, iniziando a leccargli la fica. Alzò la testa solo per dirle “allarga di più le gambe”. Mia moglie stava per venire- conosco tutti i segnali. E infatti, dopo pochi minuti si contorse e con gemiti e piccoli gridolini ebbe il suo orgasmo. Alessandro continuò sa leccarla, infilando la lingua fino in fondo, i suoi umori gli avevano impiastricciato il mento, le guance e il naso. Quando si staccò dalla fica, prese un cuscino e lo mise sotto la schiena di Stefania… nuovamente mi salì il tarlo della gelosia, ben sapendo che intenzioni avesse. Appoggiò la cappella sulla passerà di mia moglie, e con un colpo secco entrò in lei. Inizialmente la scopò lentamente, ma ben presto aumentò i colpi e la pompò forte e fino in fondo. Stefania emetteva mugolii di piacere e stava quasi per venire di nuovo, quando lui si staccò e la fece sedere sul suo cazzo. Ora lei dettava il ritmo mentre lui le torturava i semi, pizzicando i capezzoli. Ancora una volta era Alessandro che prendeva l’iniziativa, sfilandosi da sotto e prendendola da dietro. I colpi diventavano sempre più forti anche acusticamente. “Apriti le chiappe” le disse e prontamente mia moglie obbediva.
Era una scena molto forte e per quanto mi riguarda, umiliante per me. Ma l’eccitazione aveva sempre il sopravvento. Avevo paura anche solo di sfiorare il mio cazzo, per la paura di venire nelle mutande. Stefania venne di nuovo, in un modo quasi disumano. Quasi gridava scossa dall’orgasmo.
Lui si sfilò, si stese sul letto e si face sbocchi are di nuovo. Ora si capiva che voleva venire anche lui.
Di nuovo le prese la testa spingendo il bacino contro il suo volto, fino a far scomparire del tutto il cazzo in bocca di Stefania. E venne così, sborrandole in gola, continuando a spingere fino in fondo.
Un filo di sperma le uscì da un lato della bocca, ma tutto il resto lo inghiottì. Dopo che si erano ricomposti, ormai erano quasi le 5 del mattino, Alessandro se ne andò ringraziando della serata e facendo i complimenti a Stefania. Noi, una volta soli ci abbracciammo ex iniziammo a parlare della serata. Era bello rivivere a parole tutte le sensazioni, mentre Stefania di tanto in tanto dava una leccata al mio cazzo, facendomi venire così, con brevi colpi di lingua.
Poi, nei giorni seguenti, abbiamo replicato con un’altra persona… ma questa è un’altra storia.
Massimo

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8 thoughts on “Prima volta cornuto

  1. io al tuo posto mi sarei segato al primo contatto di Alessandro con mia moglie e sono sicuro che mia moglie si sarebbe concessa senza ritegno godendo da pazza

     

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