… volo per cagliari …

… volo per cagliari …

… l’imbarco era ormai imminente ma sul video proprio accanto all’imbarco apparve all’improvviso il ritardo del volo Alitalia per Elmas Cagliari ….
… abbassai lo sguardo rassegnata e ritornai a leggere le mail che nonostante fossi ufficialmente in ferie continuavano ad arrivarmi copiose, quando un’ombra mi si parò davanti, alzai gli occhi e quello che a prima vista sembrava un armadio era un uomo che con modi davvero garbati mi chiedeva se poteva sedersi ad attendere il volo … quello a fianco era in effetti l’unico sedile imbottito rimasto libero dell’intera panchina ed era occupato dalla mia borsa … mi scusai per non averlo già liberato e sorrisi imbarazzata …. Il suo volto illuminò la mia giornata, mentre si accomodava non potei fare a meno di notare come fosse un bellissimo uomo, il suo accento era inconfondibile come l’Icnusa o il pane carasau un vero sardo, in continente per lavoro immaginai … notai anche però che dalla parte opposta del corridoio una panchina era per metà vuota, la sola cosa che potesse avergli fatto optare per questo lato era la presenza di alcuni bambini agitati che saltavano da una parte all’altra e l’attesa ulteriore avrebbe alimentato ulteriormente la loro vivacità.
Vestito molto sportivo, un paio di adidas blu, jeans che facevano intravedere gambe muscolose e toniche , un piumino anonimo nero con una sciarpa grigia a rombi che faceva da collare al viso di un uomo un poco più giovane di me … la mascella squadrata ,due occhi verdi e profondi un naso perfetto, due labbra carnose che quando si aprivano lasciavano spazio ad un sorriso dolce ma deciso …un folto ciuffo di capelli castani in cui erano infilati un paio di ray ban waifarer … perfettamente rasato … le spalle ampie che all’inizio mi avevano impressionata facevano da contraltare a dei modi davvero semplici e gentili …. Non potei fare a meno di controllare se avesse la fede e con mia grande gioia ne era privo …stai calma Gertrude pensai, non cominciare a correre con la fantasia …figurati se un tipo così non è più che accasato.
Entrambi con la testa immersa nel proprio smarthphone come se fossimo ognuno una entità a parte, stemmo seduti per una ventina di minuti uno accanto all’altro senza proferire parola, poi quando mancavano pochi minuti ormai alla partenza… sullo schermo apparve l’ennesima scritta che annunciava un’ulteriore ritardo di 30 minuti …si levò un brusio di disappunto da tutti i presenti e a me scappo un sonoro “ cazzo no !!!!” … mi resi subito conto che non fu un’espressione felice degna di una signora e guardando il mio affascinante vicino che sorrideva aggiunsi leggermente imbarazzata per scusarmi “ Mi scusi …ma potevo già essere da un’ora con la mia splendida nipotina che non vedo da questa estate, so che è già in aeroporto e immagino la sua delusione …… Aspettare invano non è neppure il mio passatempo preferito !!!…”
“ Invece le tocca stare qui accanto ad un anonimo sconosciuto, seduta su una scomoda panchina … meglio rimediare allora e sfruttare meglio questo tempo … ANDREA … e dicendolo mi porse la mano ed il suo miglior sorriso possibile … e visto che l’attesa lo permette posso offrirle un caffè ?? “…. Non me lo feci ripetere due volte e accettai volentieri il suo invito, la sua mano trasmetteva energia positiva, era una stretta forte di un fisico allenato ma stranamente morbida senza calli dovuti ad un lavoro manuale.
Mentre camminavamo fianco a fianco notai come salutasse sempre cordialmente alcune persone tutte dirette a Cagliari sullo stesso volo , pensai fosse un politico o uno sportivo conosciuto a Cagliari .. il mio metro e sessantadue scompariva al suo fianco … maledii la mia pratica di volare sempre molto sportiva e comoda … considerando poi le temperature di Milano in questi giorni ero più vicina all’aspetto di una eschimese e nulla faceva intravedere il mio fisico asciutto e tonico o il mio splendido seno ancora capace di competere e battere decisamente la legge di gravità… anche se il mio lato B è quello che tutti notano certo non oggi col cappotto, ma rivestito di qualcosa di attillato … Fortunatamente la parrucchiera prima di partire aveva fatto un buon lavoro e il mio caschetto di capelli castani era perfetto sul mio viso con appena un filo di trucco per dare un pòdi colore alla mia carnagione chiara, più vicina ad una svedese che non a una Cagliaritana doc da generazioni …
Mi offrii il caffè che sorseggiammo seduti ad un tavolino …. Purtroppo non fu una conversazione molto lieta .. guardavamo entrambi le immagini proiettate su un grande video dell’attentato a Berlino della sera precedente e non potemmo commentare che con frasi tristi, anche se dalle sue parole scaturivo un sentimento di speranza come se tutto ciò non dovesse influire sulle nostre vite per renderci guardinghi rispetto al prossimo ma anzi andare ancora più incontro allo sconosciuto che si trovava sulla nostra strada …. era affascinante sentirlo parlare sembrava portatore di una forza interiore non comune … anche se io sinceramente apprezzavo moltissimo anche tutto il resto e cominciavo a sentire un certo formicolio in mezzo alle gambe … una parte di me cominciava ad avere un certo piacere dallo stargli vicino una specie di movimento che sapevo benissimo quando si manifestava si propagava dalla parte più interna e nascosta di me … e soprattutto sapevo bene cosa significasse e cosa avrei voluto dal nuovo amico ….
Finalmente arrivò il momento di imbarcarsi, fummo gli ultimi a farlo quasi consapevoli che il salire sull’aereo potesse rappresentare anche un addio alla nostra conversazione; era per metà vuoto, avendo anticipato il volo lo immaginavo lui si fermò un paio di file prima di me …. io raggiunsi il mio sedile e con gioia scoprii che ero l’unica ad occupare un posto sui tre disponibili, mi misi accanto al finestrino e subito cercai Andrea davanti a me …. Non era ancora seduto … uno dei due bambini vivaci era il suo compagno di viaggio, si era tolto il piumino e stava per togliersi la sciarpa … il collarino bianco mi apparve come un faro abbagliante … era un sacerdote !!!
I nostri sguardi si incrociarono, lui lesse lo stupore stampato sul mio volto e quasi a voler farsi perdonare il fatto di non essersi svelato prima mi sorrise e alzo leggermente le spalle … io ricambiai con lo stesso candore senza mostrarmi troppo sorpresa.
Non so come interpretò il mio sguardo ma di certo non poteva certo intuire come, invece che dispiacermi, questa novità era per me eccitante a tal punto che ringraziai di essere già seduta, uno dei miei sogni più reconditi si era materializzato e reso tangibile ….ora però dovevo stare attenta e coltivare questa conoscenza che mi apparve come un jolly pescato nel momento più propizio …non poteva certo sentire o intutire quel formicolio in mezzo alle gambe che prima appena accennato, ora si propagava come un’onda in tutto il mio corpo lasciandomi piacevolissime sensazioni e credo anche una certa umidità proprio lì dove tutto aveva avuto origine segno tangibile che non avrei lasciato nulla di intentato perché fosse lui a placare questa mia eccitazione ….
Eravamo in volo da una quindicina di minuti … il bambino seduto al fianco di Andrea si rivelò più agitato di quello che si poteva immaginare … era costretto in continuazione ad alzarsi per permettergli di raggiungere il fratello che a sua volta lo raggiungeva nel sedile a fianco … Andrea decise che era il momento di meritarsi un viaggio migliore … mi raggiunse e mi chiese se poteva accomodarsi nei sedili rimasti vuoti accanto a me…
Io lo redarguii dolcemente e maliziosamente gli dissi “ Ma allora è un vizio il tuo ! “ …. Lui sorrise e si sedette, avvicinando la bocca al mio orecchio disse “ Purtroppo non è il solo che io abbia !! “ … ma lo disse con tutta l’innocenza possibile, come se tutti i vizi che potesse avere fossero cose banali e di poco conto non certo quelli che io avrei sperato …. Tuttavia questo era un argomento tutto da esplorare…
Parlammo per tutto il viaggio delle nostre vite … dei nostri lavori, anche se il suo non era propriamente tale era vice parroco alla basilica di Sant’Elena a Quartu e questo gli permetteva di coltivare uno sei suoi vizi, ogni mattina molto presto si faceva una decina di km correndo lungo il Poetto … mentre scherzavamo lui appoggio assolutamente senza malizia una mano sulla mia coscia, quasi un gesto affettuoso … lui non si accorse ma la sua mano poggiata li mi sembrò ardente …. avrei voluto non la spostasse mai o se proprio doveva farlo alzare leggermente il tiro per aprire ben altri orizzonti ….
Cagliari non è lontana, il momento di atterrare arrivò e dopo la classica virata sul mare l’aereo puntò verso l’interno rallentando per toccare il suolo poco dopo … entrambi avevamo sono un trolley, quindi avremmo avuto ancora pochi minuti da passare insieme … io friggevo agitata perché non riuscivo a inventarmi la scusa adatta per poterlo rivedere, mettermi a frequentare tutte le messe con la speranza di trovarlo sul pulpito era un’idea che proprio non mi apparteneva … fu lui però a lanciarmi un assist incredibile che mi fece gioire …
“ Ti va domani di venire a pranzare da me ?? … ti faccio assaggiare la miglior fregola di tutta la Sardegna … i preti sono degli ottimi cuochi. Sarà l’unico momento libero, i successivi 10 giorni per me saranno molto impegnativi come puoi immaginare !! “ …. Cercai di fare la preziosa e soprattutto cercai di fargli pensare come non mi sembrasse il caso che una signora frequentasse la canonica …. Ma lui insistette dicendomi che avrebbe avuto molto piacere a sdebitarsi del viaggio davvero piacevole che gli avevo garantito … non ci volle molto a convincermi, ero certa che lui volesse davvero semplicemente pranzare … ma la mia speranza, il mio sogno di sedurre un prete che da anni accarezzava la mia fantasia mai si era materializzato così possibile …. Ci stringemmo la mano e scambiammo i rispettivi numeri di telefono, mi avrebbe mandato un messaggio con l’indirizzo ….
La mattina mi alzai presto e dopo aver giocato con la mia nipotina … presi la scusa di andare a trovare una mia cara amica che non vedevo da anni … mi eclissai e iniziai i preparativi …. Ieri Don Andrea, era strano pensarlo così, mi aveva visto in versione viaggiatrice …ora mi vedrà sotto un’altra veste, a dovevo stare attenta a dosare bene le armi a disposizione, volevo apparire femminile ma in modo non esagerato e vistoso … sotto però potevo potevo davvero esagerare: infilai le calze autoreggenti nere … il completino nuovo nero di La Perla .. mi era costato una fortuna ma una volta indossato mi sembravano i soldi meglio spesi di tutta la vita … mi guardai allo specchio …. Il perizoma nero con gli intarsi in pizzo bianco il reggiseno abbinato facevano di me un vero spettacolo, la mia pelle chiara esaltava colori forme e particolari … passai una mano in mezzo alle gambe e un brivido mi pervase tutto il corpo .. la sola pressione leggera sul clitoride, quasi una carezza mi creò un sensazione conosciuta e piacevole… ero pronta !!
Ricoprii il tutto con un gonna nera e maglia in contrasto … sobria nulla di troppo appariscente ma la gonna era attillata il giusto per far risaltare tutto ciò che avrebbe potuto far piacere ad un uomo .. già un uomo … ma un prete ?? Mi imposi di fermare la mia fantasia che già galoppava eccitata ed uscii di casa .
Suonai il campanello all’indirizzo che mi aveva inviato, viveva in una appartamento proprio a fianco della basilica, una stretta rampa di scale portava al suo alloggio, mi accolse in cima.. la solita camicia nera ma con il colletto slacciato … il suo sorriso mi fece ben sperare, un saluto veloce … una volta dentro però non ci furono dubbi e non ci fù bisogno di parole … come varcai la porta lui mi prese con le sue potenti braccia e mi sollevo per posarmi a sedere sul tavolo e subito mi baciò senza lasciarmi il tempo di dire una sola parola ….
Che bisogno c’era di dire altro ..era evidente che il caro Don Andrea aveva ben altri vizi oltre la corsa e la cucina …ci baciammo per lunghi minuti mentre con le mani da esperto, come un consumato conoscitore del corpo femminile mi stringeva ovunque … non mi accorsi neppure e mi ritrovai senza giacca e senza maglia .. fui io a slacciarmi però il reggiseno … la sua bocca fu immediatamente sui miei capezzoli che ben turgidi lui baciava e mordicchiava con entusiasmo …. Sbottonai la sua camicia completamente … infilai le mie mani nei peli ispidi che ricoprivano il suo petto..lo accarezzavo alternando gesti morbidi a vere unghiate che partivano dal collo fino all’inguine …. Senza slacciare i pantaloni infilai una mano e sentii sotto il tessuto dei boxer il suo membro in erezione … lo tastai appena e poi ritrassi la mano …. Anche lui aveva raggiunto il mio perizoma .. io lo agevolai allargando le gambe e stendendomi completamente sul tavolo … lui non potè che intuire le mie intenzioni e infilò la testa sotto la gonna iniziando a baciare tutto ciò che trovava sul percorso non tralasciando nulla … ero un fiume in piena … era davvero un gran bel pezzo di maschio ed era un prete .. il mio sogno …. Ero eccitatissima dalla nuova trasgressione ….
Mi tolse anche la gonna e il perizoma lasciandomi solo con le autoreggenti ma non mi sentii assolutamente indifesa anzi il modo come mi guardava mi inorgogliva ed eccitava, nonostante fosse evidente che non fosse assolutamente digiuno da queste pratiche sicuramente era da un pezzo di tempo che non sentiva il gusto e il profumo di una donna in calore come me …. Disse semplicemente:
“Sei una peccatrice .. è giunto il momento di subire la giusta penitenza “ …il gioco molto realistico ad onor del vero visto di chi si trattava mi piacque moltissimo e lo assecondai
“ …si ho molto peccato …ed è giusto che mi imponga la punizione più dura che tu conosca “ …
mi sollevò di peso e mi portò nella stanza accanto dove mi posò su un letto …. Mi mise a carponi senza troppa delicatezza, mi allargò le gambe lasciandomi completamente alla sua mercè , il culo vergognosamente per aria e la figa spalancata e grondante … sentii la sua lingua leccare furiosamente ogni centimetro della mia pelle scoperta, la sua lingua partiva dal basso premendo sul pelo del pube …e poi risaliva ..clitoride grandi labbra fino al buchetto del culo non dimenticava proprio nulla e ovunque passasse e premesse per me era comunque gioia e piacere … il mio viso appoggiato sul letto a far leva mi permetteva di lasciare le mani libere …spalancai la figa più che che potevo … “ ecco… qui è dove devi punirmi “ …come risposta mi sculaccio violentemente a mano aperta …. Il dolore fu improvviso e inaspettato, mi immaginai il candore pallido della mia natica arrossato dal segno evidente delle cinque dita …. Il male mi eccitò ancora maggiormente … lo provocai “ mi merito la peggior punizione possibile …sono stata davvero cattiva “ … e senza finire la frase mi arrivo una seconda sculacciata ancora più violenta che non fece altro che aumentare la mia voglia di lui …. Le sue dita si insinuavano decisamente nella mia vagina … ruotavano … spingevano … ero fradicia … per un’istante nulla ma capii subito perché …il suo cazzo eretta mi entrava diretto come un treno nella figa inondata dai miei umori … lo sentivo dentro di me muoversi furiosamente ..colpi secchie decisi … una mano sul mio fianco e con l’altra mi stringeva la testa tenendomi per i capelli e tirandoli quando lo riteneva necessario per punirmi ulteriormente….
Sentivo il mio orgasmo montare sempre più furioso dentro di me … lo sentivo sgorgare dal di dentro e irrumpe con tutta la violenza possibile accompagnato da un grido di piacere che non turbò per nulla il mio prete
…lui continuava a pomparmi per bene ..lo lasciai fare lasciando che l’orgasmo andasse spegnendosi consapevole che non sarebbe stato il solo …mi divincolai e mi girai non lasciandogli il tempo di reagire, mi presi quello che ritenevo mio … senza neppure sfiorarlo con la mano la mia bocca ingoiò fin dove poteva il suo cazzo e mi misi a spompinarlo per bene … lui chiuse gli occhi e si godette tutto il mio lavoro di lingua e di labbra … misi in questa operazione tutta la mia esperienza ..volevo lasciargli un ricordo indelebile …volevo che si ricordasse come del più grande pompino che avesse mai ricevuto nella sua vita …. Mi piaceva sentire il gusto ..sentire il sangue pulsare e scorrere sulla punta .. i suoi gemiti mi spingevano ad andare oltre a non fermarmi a trovare cose nuove da fare per farlo impazzire per bene ….
Mi accorsi che era ormai al limite .. allora lo presi in mano e lo segai per bene, ma non ci volle molto che don andrea venne con un lungo urlo strozzato ed una furiosa schizzata di sperma che mi inondò il seno e il ventre … sentii in suo tepore scorrermi sul corpo e lo scappellai bene fino all’ultima goccia ….
… era stata davvero una gran bella scopata …. Ma non ero assolutamente sazia, avevo ancora dentro me una voglia irrefrenabile, speravo davvero che anche a lui andasse di giocare ancora con me, stesa sul letto con le gambe completamente spalancate mi accarezzavo piano la figa ancora calda e umida … sperando che questo gioco lo eccitasse … ma lui sembrava ormai distaccato come in preda ad altre cose da fare, lo vidi prendere il cellulare e scrivere un messaggio … poi lo sentii rovistare dentro ad un cassetto, ormai ero quasi rassegnata al fatto che il nostro meeting fosse concluso quando lo sentii aprire la porta ma non sentii alcun altro rumore mentre lui tornò da me con un drappo nero che poteva essere un bandana … il viso era cambiato,più consapevole di ciò che volesse, capii che non sarebbe assolutamente finita così: “ non sei assolutamente pentita dei tuoi errori quindi non mi resta che punirti ulteriormente .. e dicendolo mi si avvicinò e mi mise il drappo nero intorno agli occhi assicurandosi che non vedessi proprio nulla , mi prese la testa per i capelli e mi fece mettere a quattro zampe sul bordo del letto in modo che lui stando in piedi mi potesse ficcare il cazzo in bocca senza troppi complimenti … non so cosa volesse davvero ma la cosa comunque mi incuriosiva , era morbido ora, aveva perso il suo ardore, spettava a me farlo rinascere e ovviamente mi impegnai per bene perché la cosa avvenisse, la mia lingua si mise a leccarlo per bene e le mie labbra lo avvolsero completamente ci volle qualche minuto e ridivenne bello duro, essere l’artefice di questa rinascita mi rendeva orgogliosa ma ora era lui a condurre il gioco sempre tenendomi i cappelli ben stretti mi ficcava il cazzo sempre piu in profondità … non ero piu io a spompinarlo ma bensì lui mi stava letteralmente scopando la bocca … “ ora arriva la tua giusta punizione … “ mi disse e prima ancora di realizzare questa sua frase, sentii una presenza alle mie spalle e il letto muoversi, sentii due mani enormi e muscolose prendermi per i fianchi e una lingua insinuarsi in mezzo alle gambe e leccarmi per bene …cercai di divincolarmi per capire cosa stesse succedendo ma la mano sulla testa si irrigidì ancor maggiormente e spingendo ancora maggiormente il suo cazzo in gola e per farmi capire che mi conveniva stare buona una violenta sculacciata mi colpì all’improvviso ben più forte di quelle precedenti … il dolore lancinante si mescolava all’eccitazzione di ritrovarmi in bocca il cazzo del prete e una lingua sconosciuta che mi stava facendo sbrodolare la figa …. Per indurmi alla ragione mi colpì altre volte e sempre più violentemente ….l’eccitazione che mi pervadeva era tale che il dolore invece che placarmi incrementava la mia voglia di essere scopata selvaggiamente…
Sentii lo sconosciuto aprirmi completamente con entrambe le mani e subito dopo sentii il suo membro scivolare facilmente dentro di me… mi entrava ed usciva piano quasi con delicatezza ma intuii subito che era solo il preludio a qualcosa di diverso … sentivo il cazzo entrare ma non sentivo il contatto delle sue cosce sulla mia pelle, era solo la punta che mi stuzzicava ma solo così già mi faceva godere un mondo …. “ ora la tua giusta punizione … “disse il prete con una voce che mi apparve sadica … e solo allora sentii tutto il cazzo entrare dentro di me completamente … era enorme … mi riempì completamente e molto di più, di cazzi ne avevo presi ma mai avevo avuta questa sensazione, mi chiedevo chi fosse e come fosse ma stavo godendo come una pazza e questo al momento era la sola cosa importante ..avevo l’impressione di essere sfondata non immaginavo neppure che si potesse essere riempita così a fondo ma lui continuava imperterrito incurante di cosa io potessi provare ..fosse dolore o gioia in quel momento …. Fortunatamente era solo piacere un immenso e profondo piacere
Continuarono a scoparmi così uno in bocca e l’altro in figa per dei minuti interminabili e io volevo non finissero mai tanto mi piaceva … ma don andrea fu il primo a placarsi mentre lo sconosciuto mi scopava come non esistesse un domani …. Io potevo finalmente dare sfogo alle mie urla di piacere che probabilmente eccitarono a tal punto lo sconosciuto che venne dentro di me riempendomi completamente di sperma bollente, che poi sentii scorrermi sull’interno delle cosce … io ero venuta piu volte invece e il mio corpo era tutto un fremito di piacere … come allentò la stretta sui miei fianchi mi divincolai rapida e mi strappai il bandana dagli occhi …. Era bellissimo .. un giovane uomo alto e con un fisico atletico … biondiccio con neppure un filo di barba … e un cazzo lunghissimo in mezzo alle gambe da cui non riuscivo a staccare gli occhi … se l’avessi visto prima probabilmente lo avrei temuto invece ritrovarmelo dentro non mi aveva provocato questa sensazione … mi distesi sul letto per riprendere fiato … i due uomini erano distesi ai miei fianchi e le loro bocce iniziarono a baciarmi e leccarmi i capezzoli … mentre le loro mani si accanivano chi sul clitoride chi direttamente in figa ….
Don andrea scese a leccarmela per bene ..era davvero bravo, credo avesse almeno tre dita dentro che mulinavano le pareti cercando qualunque cellula recettiva …mentre l’altro di cui non sapevo neppure il nome si sedette letteralmente sulla mia testa infilando il suo lungo cazzo nella mia bocca vogliosa ….mi piacque subito il suo sapore e feci in modo che si ricordasse anche lui di me per molto tempo … ma quando pensavo stesse per venire don andrea mi interruppe facendomi inginocchiare sul pavimento i due uomini mi si pararono davanti e iniziai a segarli per bene contemporaneamente alternandomi con la bocca prima sul cazzo del prete che era piu grosso e poi su quello dell’altro che invece era più lungo e mi raggiungeva facilmente la gola …. Decisi che era il momento di godermeli entrambi spalancai la bocca e li avvicinai … non avevo mai provato ma ci tentai e me li presi entrambi in bocca insieme …. Venni per l’ennesima volta e fortunatamente ero ben piazzata per terra perché stavolta l’orgasmo fu davvero devastante … poi anche loro mi sborrarono sul seno a distanza di pochi secondi uno dall’altro ….
… ci sdraiammo sul letto intrecciando i nostri corpi caldi e sporchi di ogni nostro godimento … restammo i così ad accarezzarci e finalmente seppi chi era il nuovo amico: un seminarista che don andrea aveva come ospite in quei giorni di festa nella sua parrocchia … era di Milano e questa cosa mi riempii di gioia pensando che Adelio …così si chiamava il giovane stallone sarebbe diventato uno dei miei passatempi preferiti …..

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