Il mio diciottesimo compleanno

Il mio diciottesimo compleanno

Avere una madre che ti accetti per quello che sei, ti capisca, e ti aiuti in tutto, e una benedizione che
poche Trav in italia almeno, possono vantarsi di aver avuto. Io Non solo ho avuto il coraggio di rivelarmi
a mia madre per quello che ero, ma sono pure riuscita a portarmela dalla mia parte, e farmi accettare
oltre che aiutare in tutte le mie scopate con gli uomini. Cosa non da poco ve lo assicuro. Iniziai verso i
diciassette anni, la mia era stata una scoperta quasi casuale, rifiutata dal mondo femminile, mai avuto
una ragazza, mai avuto occasioni di nessun tipo, avevo deciso di sperimentare dall’altra sponda,
trovando il paradiso in terra. A volte, certe scelte, si possono anche rivelare azzeccatissime, mai mi ero
immaginato di diventare una bellissima Trav sensuale, femminile e che avrei fatto impazzire molti
uomini di una certa età con la mia passione interiore. Forse ero nata in un corpo sbagliato, mamma me
lo disse spesso nel corso del tempo, la sua battutina “Avrei dovuto farti femmina” non era una cosa
detta a caso. Anche lei, si era accorta del fatto che avevo molta carica erotica femminile, e che
nonostante avessi un pisellone, le mie forme fisiche, erano tutto fuorchè maschili. Avevo un bel
corpicino a vitina stretta, un bel culo sodo e tondo, due coscie da donna, un visetto da vacca labbra a
cuoricino, occhi piccoli da cerbiatta, lunghi capelli biondi lisci, mani affusolate. Nessuno a prima vista,
nonostante la mancanza di seno, mi scambiava per un maschio in effetti, pure la voce era abbastanza
sottile, dovuta forse ancora all’età non del tutto sviluppata. vedendomi cosi’ chi unque, avrebbe pensato
ad una graziosissima ragazzina Diciassettenne. Al mio diciottesimo compleanno, decisi di regalarmi
una festa con i fiocchi, stavo raggiungendo l’età adulta, il tempo stava passando in fretta, e crescendo di
età, le mie voglie da Troietta crescevano insieme a me. Di esperienze durante l’arco dell’anno ne avevo
fatte dopo la mia prima volta, ma con dispiacere, non tutte avevano coinvolto mamma. dopo la prima
volta, si era assai allontanata e mi chiedeva sempre di fare tutto da sola ogni volta che trovavo un’uomo
da poter portarmi a casa, lei non protestava, purchè l’uomo fosse sano, educato e non le dassimo
fastidio, di solito andavo in camera da letto con il mio uomo di turno, lasciando senza problemi la porta
aperta, sperando che lei magari ci raggiungesse, ma ciò non accadeva mai, mama si chiudeva in salotto a
guardare la TV, lasciandoci spazio. Quindi le esperienze sucessive alla mia prima volta, furono belle si,
ma non come quella che feci insieme a lei. Gòi uomini che mi portavo a casa, erano tutti di una certa
età, dai cinquanta ai sessant’anni, uomini educati trovati su Internet a volte, altri magari conosciuti per
strada con cui avevo fatto amicizia in poco tempo. Per il mio compleanno, decisi di regalarmi la mia
prima Gangbang. fino ad allora, avevo solo fatto l’amore con uomini singolarmente, mai con piu di uno
alla volta, e stavolta decisi di esagerare. Quando accennai la cosa a mia madre, ebbe da ridire
ovviamente, sembrava aver dimenticato di avermi accettata cosi’, e sembrava pure scocciata che
continuassi a portargli in casa estranei. non capivo perchè, ma avevo un po perso quella mamma che mi
aveva sostenuta durante la prima volta che fui sverginata da un’uomo davanti a lei. Ora sembrava
riluttante solo che le parlassi di uomini cazzi grossi e sesso. forse stava passando un momento no, o
forse si era resa conto che piu il tempo passava, piu esageravo con le mie porcate. Da parte mia, una
volta scoperto quel mondo fantastico, non volevo smettere ma al contrario, continuare ad esplorarlo
fino in fondo in tutte le sue sfumature. Contattai tre uomini dei tanti conosciuti in quei periodi, uomini
che mi avevano già scopata singolarmente ma mai insieme ad altri, ed era una bella occasione per farli
conoscere anche tra di loro. Scelsi i tre piu affidabili, lasciando fuori quelli che ritenevo meno educati e
che si erano rivelati un po troppo maiali. Invitai ufficialmente i tre uomini, tutti dai cinquanta
sessant’anni, ad un pranzo da me un sabato pomeriggio per la mia festa privata. Mamma dovette
mandar giu il boccone e accettare ugualmente la mia scelta, anche se la cosa non gli piaceva. Accettò
solo perchè era il mio compleanno, e non voleva rovinarmelo, ma dalla sua faccia notavo che non era
per nulla contenta, io invece ero eccitatissima come una Troietta che attende il suo spasimante. mi
preparai mettendomi bene in tiro, con un bel completino intimo nero formato da reggiseno senza
spalline con allaccio a ganci dietro la schiena, calze nere a rete reggicalze nere, e tanga nero, lunghi
capelli sciolti sulla schiena nuda, ben truccata, un lungo abitino che mi ero fatta comperare da mamma
per l’occasione, era stato il suo regalo di compleanno, un vestitino molto anni 80, con pailettes luccicanti
da diva della TV, spacco laterale sulla gamba destra, unghie di mani e piedi ben smaltate di rosso come il
rossetto, girocollo finto di perline luccicanti con un ciondolo a cuore d’orato. ai piedi due zoccoli a
zeppa alta, all’arrivo dei tre uomini, feci le presentazioni, e li presentai a mamma. L’abito che indossavo
mi faceva sembrare piu grandicella dei miei diciotto anni e i tre uomini, sottolinearono la mia bellezza e
il fatto che sembravo una vera donna fatta. Mamma sembrava invece, stranamente a disagio, eppure
aveva già visto questi tre signori quando li portai a casa singolarmente. dopo i soliti convenevoli ci
sedemmo a tavola, io mangiai ben poco detto sinceramente, ero troppo eccitata per pensare al cibo, e
poi non sono mai stata una mangiona, mamma aveva preparato un bel pranzo, un po pesantino, pasta al
ragu, tagliatelle, con pollo e patatine fritte, oltre ad un tiramisu, dolce di cui andavo matta, e che lei
sapeva fare divinamente. lasciai che fossero i tre uomini a mangiare facendo fare a mamma bella figura
come cuoca, speravo non si appesantissero troppo per il dopo pranzo però. li guardavo con desiderio ma
cercai almeno a tavola, di trattenermi e comportarmi civilmente. finito di pranzare, ci accomodammo
tutti e quattro sul divano, lasciando che mamma, preparasse i caffè, intanto che mamma era in cucina,
aiutai a spogliare i tre uomini, mentre loro spogliarono me, lasciandomi in intimo. non volevo eccitarli
troppo, erano già con il cazzo duro solo a vedermi e palparmi, non volevo sborrassero o tutto il bello
sarebbe finito subito, quindi li lasciai per andare ad aiutare mamma con i caffè. In cucina mamma stava
lavando i piatti mentre il caffè si stava facendo nella moca. Mamma mi lanciò un’occhiatina di sfuggita,
per poi girarsi nuovamente verso il lavabo e mi disse: ” Sei già pronta per il regalo? ” , gli confessai che
ero eccitatissima, rispose che lo vedeva, avevo il cazzo gonfio sotto il mini tanga nero che a stento lo
conteneva, cosi’ lo estrassi, lei non fece una piega, spense il fuoco e versò nelle tre tazzine il caffè, io non
lo bevevo, non mi e mai piaciuto. Chiesi a mamma cosa avesse, vedendola fredda e scostante. prima
negò di avere qualcosa, poi mi chiese di portarmeli pure in camera ma che lei non sarebbe stata
presente. Mi addolorai non poco, e le chiesi la motivazione, lei cercò varie scuse che non mi convinsero,
cercai di farla ragionare forse anche con un ricatto, dicendole per favore, di non rovinare uno dei giorni
piu belli ovvero il mio compleanno, la implorai di almeno essere presente, anche se non voleva aiutarmi.
Il ricatto morale, vinse e mamma alla fine pur controvoglia, si lasciò convincere. Tornammo in salotto,
mamma col vassoio dei caffè tra le mani, e i tre uomini nudi sul divano con in mano il loro grossi cazzi
duri e dritti. Si scusarono con mamma, che posò sul tavolo, il vassoio, abozzò un sorrisetto a bocca
stretta, e si sedette al suo posto su una sedia li a tavola, mentre io chiedevo ai tre, se erano pronti per
darmi il loro regalo, i tre uomini eccitati come maiali, risposero prontissimi, mi avvicinai a loro, e mi
lasciai andare nelle loro manone calde. Non sapevo da dove iniziare, avevo visto tanti film porno e vero,
ma un conto e vederli, un conto e partecipare ad un Trio. scelsi quello immezzo, salii su di lui, dando la
schiena a mamma, mi allargai le gambe, e aiutata anche dagli altri due che mi tenevano per le braccia,
mi inforcai sul suo bel cazzo duro, facendolo scivolare dentro poco alla volta al mio culetto teneuto
aperto dall’uomo. appena la sua cappella stava per scivolarmi dentro, voltai la testa, e vidi mamma che
invece di guardare, aveva la testa rivolta verso il finestrone del balcone del salotto. chiesi scusa ai tre
uomini, scesi dalle ginocchia dell’uomo su cui mi ero messa, e chiesi un minuto, mi avvicinai a mamma,
con il cazzo fuori dal tanga duro, mi scostai i lunghi capelli dal viso, e la chiamai: “Mamma… se vuoi…
andiamo in camera e ti lasciamo in pace…” mia madre voltò la testa,mi fissò in volto, vide la mia sincera
tristezza e dispiacere, tra me mi dissi che forse avevo esagerato, forse era giusto lasciarla in pace, forse
lei non era fatta per quelle cose, e la morte di mio padre, ancora la tormentava. mentre pensavo a
queste cose, mamma fece un sospirone forte, e mi rispose in questo modo: “Non voglio rovinarti la
festa, va bene … vi guarderò.” anche i tre uomini intervennero, e in coro dissero che non era necessario,
anche loro avevano capito che non era il caso di insistere, ma mamma imbarazzatissima, si tolse gli
occhiali, li puli’ con un fazzolettino, se li rimise, e poi ribadi’ che voleva restare ad assistere. la abbracciai
gli diedi un grosso bacione sulla guancia, e le sussurrai un grazie di cuore, all’orecchio,lei sorrise, e mi
disse di andare a prendermi il mio regalo, e di darci dentro. “Fai vedere a tua mamma quanto sei brava.”
mi rispose quasi scherzosamente. la presi in parola, e le dissi che avrebbe assistito a qualcosa che
avrebbe ricordato per sempre. il sereno era tornato tra noi tutti, e tornai tra le gambe dei miei maschi
che mi attendevano impazienti. sono rimontata sulle gambe dell’uomo seduto sul divano col cazzo
deritto, stavolta fui io stessa ad allargarmi con le manine smaltate il culetto, e scendere sul cazzo
dell’uomo lentamente. Gli altri due si fecero sotto a baciarmi sulla bocca e a masturbarmi, mentre
iniziavo a saltellare su e giu ad occhi chiusi sospirando, anche gli altri tre iniziarono a godere insieme a
me, e nel salotto silenzioso, si udivano i nostri sospiri e ansimi di piacere. Mamma come aveva
promesso, non si mosse e stavolta fissava tutto da dietro le sue lenti spesse. voltai un secondo la testa
per guardarla, le sorrisi, lei mi ricambiò il sorrisone, era stavolta sincera non forzata, era genuina, tornai
a prendere il cazzo di uno mentre saltellavo su quello che avevo in culo, e il terzo mi masturbava come
poteva davanti. quello era il mio compleanno ed era meravigliosissimo. ero impegnatissima, a far godere
i tre uomini ma non mi dimenticavo spesso di voltare la testa, e lanciare un sorrisone a tutta bocca a
mamma che mi ricambiava sempre. ad un certo punto, si darono il cambio, quello seduto mi fece alzare
dal suo bel cazzo per lasciar posto ad un’altro dei due rimasti, cosi’ stavolta dando le spalle al nuovo, mi
risedetti su un’altro cazzo faccia rivolta a mamma, anche se davanti avevo i due che a turno mi facevano
succhiare i loro cazzi duri e mi tenevano i capelli sollevati dal viso. saltellavo e godevo come una
puttanella immezzo ai miei tre amori che mi stavano regalando i loro bei cazzi. ad un certo punto
mamma si alzò, temetti volesse di nuovo andarsene in cucina, la seguii con gli occhi, pronta a fermarla,
ma mamma si avvicinò solo a noi e con un gesto delle sue manine, mi scostò dal viso i lunghi capelli che
mi si erano scompigliati coprendomi il viso, mentre in bocca tenevo ancora il cazzo di uno, e in mano
masturbavo l’altro. Quel semplice gesto, mi fece capire, che avevo ritrovato mia madre, quella che mi
aveva assistito la prima volta, quella che mi amava anche cosi’ da troia e non si vergognava di vedermi
all’opera con tre bei maschi nudi che mi stavano sfondando per bene. la guardai dritta negli occhi per
ringraziarla con lo sguardo, dato avevo il cazzo in gola e non potevo parlarle. Mamma capi’ e sorrise,
tornando a risedersi al suo posto. altri sospiri e gemiti per la stanza, mentre godevo come una vaccona,
anche il secondo ad un certo punto fece pausa per non sborrami dentro, mi fece alzare, e decidemmo
una breve pausa, o sarebbero venuti subito. i tre uomini con il sorriso sulla bocca, ne aprofittarono per
bere i caffè che nel frattempo, si erano intiepiditi, e io ne aprofittai per avvicinarmi a mia madre, e
abbracciarla nuovamente baciandola ancora sulle guance. uno dei tre uomini, decise a quel punto di dire
la sua: “Signora Maria, non la conosciamo, ma credo di parlare per tutti e tre, la stimiamo moltissimo, e
vorremmo dirle, che e una donna eccezzionale.”. Gli altri due, si unirono al complimento del primo.
Mamma sorrise ringraziò e fece una delle sue tante battutine,”Star dietro ad una porca come questa,
non e facile, ci vuol coraggio”, ridemmo tutti. Finito il caffè decidemmo di riprendere, per il gran finale,
si stava facendo tardi ormai, era già pomeriggio inoltrato, e prima che facesse sera, volevamo terminare.
certo sul divano non si stava proprio comodissimi, mamma lo capi’, e fu lei a proporci la camera da letto.
Accettamo, a patto che ci fosse anche lei ovviamente. Cosi’ fu, ci fiondammo tutti in camera da letto sul
bel lettone matrimoniale dove io e mamma dormivamo regolarmente la sera, e riprendemmo piu
comodi e piu rilassati di prima. mamma si sedette su una sedia a bordo letto, mentre i tre uomini,
vollero tentare una cosa per me abbastanza pericolosa, la doppia penetrazione. avevo il culetto
abbastanza largo adesso, e mi dissero se ero ovviamente daccordo, di volermi sfondare in due da dietro.
la mia troiaggine non mi lasciò nemmeno il tempo di pensare una risposta, che già mi ero messa nelle
loro mani. Mamma era abbastanza preoccupata mi facessero male, ma i tre uomini, la rassicurarono,
detto ciò, due di loro si misero in posizione, uno sotto sdraiato con il cazzo dritto, ci salii sopra
facendomi penetrare fino a metà dall’asta dritta e dura senza problemi, l’altro si mise dietro e il terzo
davanti a me infilandomi il suo cazzo in gola. quello dietro, ci mise un poco a centrare il buco, ma una
volta trovata la posizione giusta, puntò la sua grossa cappella e spinse poco alla volta dentro anche il suo
palo,insieme all’altro che avevo già infilato. cercai di rilassarmi, chiusi gli occhi e lasciai fare tutto ai due,
poco alla volta, anche l’altro cazzo scivolò dentro di me, e non vi posso descrivere che paradiso toccai in
quel momento. appena, i due cercarono di muoversi all’interno del mio culo slargato, sentii un po di
dolore, ma passò subito, cercai di partecipare come potevo ed aiutarli nella penetrazione a due. Mamma
esclamò: “Gesu’ mio… me la sfondate.. cosi me la rompete…” i tre la rassicurarono ancora una volta.
INTANTO IO TENEVO GLI OCCHI FISSI SU MAMMA, GUARDANDOLA CON ORGOGLIO DA VACCONA CHE
ERO. mentre avevo un cazzo in bocca e due piantati nel culo, mi sentivo piena da ogni lato. La passione
fu troppa anche per loro, che in pochi minuti, mi riempirono di calda sperma, iniziando proprio da quello
che avevo in bocca. Ho sentito uno spruzzo caldo arrivarmi giu per la gola, e ho inziato ad ingoiare tutto
quello che potevo, senza farmene colare una goccia. Gli altri due cazzi che avevo in culo, vennero pochi
secondi dopo, allagandomi e sporcando le lenzuola profumate del lettone, tutto sotto lo sguardo attento
di mia madre, che sorrideva ora contenta, e non piu preoccupata come all’inizio. Li lasciai svuotare fino
all’ultima goccia, prima di togliermi da loro, e sedermi sul lettone, con il mento che mi colava sperma, e
il buco del culetto largo come una caverna. Sorrisi a mamma, che mi passo’ il solito, fazzolettino di
stoffa, per tamponarmi cio che mi colava ancora dal culetto sfondato. Tutto questo, mentre i tre uomini,
uno alla volta, si defilavano in bagno per lavarsi e sistemarsi. Si era fatto tardi, ed era calata la sera,
quando ringraziai i tre uomini che se ne andavano da casa mia, e quando in intimo, senza il perizoma,
con il cazzo ancora duro, ho chiuso a chiave la porta, e mi sono voltata, ho visto mia madre con un
sorrisone, fissarmi li in piedi a pochi passi, contenta di me. Mi avvicinai a braccia larghe, la abbracciai, e
la baciai sulla guancia, ringraziandola per avermi regalato, il compleanno piu bello della mia vita.
Sapevamo entrambe, che quell’esperienza non sarebbe stata un episodio isolato, ma che da li in avanti,
avrei dato sfogo, a tutta la mia Troiaggine. Mia madre sapeva che non mi sarei certo accontentata di
quella sola scopata, ma pareva avermi finalmente accettata per quello che ero. Guardandola ancora
negli occhi, le promisi che se lei mi fosse stata sempre accanto, non le avrei mai mancato di rispetto, e
che desideravo che fosse lei la mia complice guida,nella mia nuova vita sessuale. Mamma annui, e
abbracciate, andammo a risistemare il lettone per la notte. [email protected]

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