Una stupida ripicca. Terzo capitolo

Una stupida ripicca. Terzo capitolo

Nei due mesi successivi, vado quattro volte a trovare Antonio. Mi piace tantissimo essere scopata e montata come una vacca. Sì, sentirmi vacca mi eccita e mi dà una felicità unica; mi piace il pensiero che le corna che metto a mio marito, lo rendano cornuto, mentre apprezzo sempre più il toro che mostra d’essere Antonio. Flavia mi ha raccontato la sua storia. Si conoscono da tantissimo tempo, e lui ha scopato, con lei ed Angela, tantissime volte. Poi anche Sara ha provato piacere sotto i colpi del suo cazzo, ma a quest’ultima piacciono di più i ragazzi giovani, mentre io ho scoperto il piacere che ti sa dare un maschio maturo ed esperto. Ha perduto la vista in seguito ad un incidente di lavoro e, da allora, ogni volta che una di noi si fa scopare, lascia sempre una lauta mancia, anche se sono convinta che non ne abbia realmente bisogno, però questo, come dice Flavia, mette a tacere la nostra coscienza e lo ripaga dello sforzo che lui fa per accontentare delle troie vogliose come noi. In passato hanno goduto con lui anche insieme, sia Flavia che Angela, e lui le ha scopate e fatte godere tantissimo entrambe in egual misura. Arriva il mese di luglio e Flavia deve accompagnare mio suocero ad una importante conferenza, cui lui vuol partecipare e mettere in mostra la sua bella moglie, mentre io e mio marito andiamo una settimana al mare in un hotel posto davanti ad una bella spiaggia. Per accedere al mare, basta attraversare la strada e ci si trova in uno stabilimento balneare di proprietà dell’hotel, dove per noi ci sono a disposizione sdraie ed ombrelloni. C’è anche un bel bar dove ci lavorano, al mattino, una coppia di giovani ragazzi. Lui si chiama Mirko, è della zona, mentre lei Alisia è di origini brasiliane. Subito mio marito nota che la ragazza ha un bel culo, che lei, da perfetta zoccola. mette in evidenza con pantaloncini molto attillati. Tutti sbavano dietro quel culo. Mio marito non perde l’occasione di far il babbeo con lei, che sembra gradire. Quel mercoledì mattina facciamo colazione dentro l’hotel e, a differenza delle altre volte che l’abbiamo fatta nel bar della spiaggia, noto che mio marito accusa strani dolori e mangia pochissimo, anzi, mi comunica che, a seguito della mangiata di pesce della sera precedente, non si sente molto bene e che verrà in spiaggia più tardi. Lo vedo salire di nuovo in camera, mentre io mi avvio verso la spiaggia. Quando esco, trovo parcheggiato davanti all’hotel, un bus che carica dei turisti. Faccio un tratto di strada più lungo del solito e ne approfitto per dare uno sguardo alla vetrina di un negozio che vende coralli: cerco un pensierino da portare a Flavia, con la quale sono sempre in costante contatto, attraverso “what’s app”. Vedo degli splendidi orecchini, mi riprometto di comperarli nel pomeriggio e mi avvio verso la spiaggia. Quando sto per attraversare la strada, noto che mio marito scende verso il mare, ma senza passare davanti, bensì da dietro al piccolo bar. La cosa mi incuriosisce e mi avvicino lentamente, cercando di non farmi scorgere. Da dietro una palma lo vedo entrare in quello che i bagnini considerano un magazzino, dove ripongono e custodiscono sdraie ed ombrelloni, assieme ad Alisia. Mi avvicino al piccolo oblò che funge da finestra e, da uno piccolo squarcio nella tela che lo copre, vedo chiaramente mio marito in piedi e la ragazza inginocchiata gli sta succhiando il cazzo. Prendo il cellulare e scatto alcune foto; poco dopo lui la fa mettere in piedi, appoggiata ad una paratia, come una puttana che fa una marchetta: so che è una fantasia che lo eccita molto. Scatto ancora, poi me ne vado verso il mio ombrellone. Mi distendo al sole, osservo le foto e le invio a Flavia con un commento.

«Mi sa che è il caso di realizzare Il tuo progetto di diventare nonna».

La sua risposta non tarda a venire.

«Consideralo avviato. Ho già iniziato le selezioni».

Mi distendo al sole e, dopo circa una mezzora, lo vedo arrivare con un giornale di gossip per me ed il suo immancabile giornale rosa, interamente dedicato allo sport. Non ho voglia di parlare e me ne vado a fare un bagno per calmare i miei nervi, che sono a fior di pelle. Passiamo le altre giornate, io a prendere il sole e lui a fingere di stare sempre male per potersi incontrare con la puttanella, che gli fa gli occhi dolci ogni volta che lo vede. Due giorni dopo il nostro rientro, sono fra le braccia di mia suocera e, insieme, pianifichiamo il progetto che dovrebbe rendermi incinta. Per prima cosa, mi fa conoscere la sua ginecologa. Io, fino a quel momento, mi sono sempre rivolta ad un consultorio pubblico e, quando assieme a lei entro nello studio di Lucrezia, così si chiama la dottoressa, resto stupita dal fatto che lei e Flavia, appena chiusa la porta, si danno un bacio molto intenso. Poi lei mi guarda e sorride.

«Tu devi essere Anna. Mi fa molto piacere conoscerti. Flavia dice che vuoi un figlio ed io sono qui perché tutto vada per il verso giusto».

Mi fa accomodare, compila una scheda con tutte le informazioni che ritiene necessarie e poi mi fa spogliare; mi visita facendomi distendere sul lettino completamente nuda. Le sue mani mi palpano i seni in maniera dolce e molto accurata; ben presto i miei capezzoli si gonfiano e lei sorride compiaciuta. Flavia mi viene vicino e mi prende per mano, mentre Lucrezia mi fa dei tamponi vaginali e, con le dita fasciate da guanti di plastica, mi ispeziona l’interno della vagina. La sua è una visita che assomiglia più a una vera e propria masturbazione, che ben presto mi porta ad un passo dal godere. Quando sono al limite, lei sfila le dita e ne resto per un momento delusa; Flavia allora si china su di me e mi bacia in bocca, mentre con le mani mi accarezza i seni. Nello stesso momento sento le calde labbra di Lucrezia, che si appoggiano alla mia fica già bagnata e mi lecca in maniera davvero divina. Godo all’istante!

«…mmhuummm…Sei dolcissima!»

Sono scossa dai brividi di piacere che mi fa provare. Mi lecca come nessuna mai è stata capace, nemmeno Flavia che pur è bravissima in quella pratica. Lei mi lascia godere, lecca tutto il piacere che sgorga copioso dal mio corpo, poi si solleva, e bacia Flavia che si è avvicinata a lei. Mi rivesto, mentre le due donne si tengono abbracciate.

«Fra cinque giorni avrò pronti gli esami e ti dirò il tempo e il modo per restare incinta».

Ce ne andiamo. Flavia mi racconta di Lucrezia.

«A sedici anni è stata violentata da un uomo che frequentava casa sua e, da allora, lei è diventata una vera lesbica. Con lei non servono falli o strap-on, ma solo dita e lingua. Quando ti ha leccato, ti ha fatto morire, vero? Lei è fantastica nel far godere le donne. Adesso dobbiamo attuare il nostro piano».

Dopo aver avuto le risposte da Lucrezia, ci rendiamo conto che il periodo migliore per esser ingravidata è due giorni dopo il Ferragosto. Considerando che avrò il ciclo poco prima di quella data, mi restano tre giorni in cui non mi devo far scopare da mio marito e, nello stesso tempo, devo trovare un valido pretesto per restare un giorno libera per farmi sbattere da sei meravigliosi maschi che ho selezionato assieme a Flavia. Fortuna vuole che è proprio mio suocero a fornirci l’occasione che stavamo cercando. Due giorni dopo il Ferragosto, vuole partecipare, assieme al figlio, ad un convegno di due giorni che si terrà in un’altra città. Flavia coglie al volo l’occasione per chiedere, a lui e mio marito, di lasciarci lungo la strada per il convegno, in un hotel che ha una SPA con acque termali, per due giorni di puro relax. Tutto procede per il meglio. Ci lasciano nell’hotel dove abbiamo una camera e dove abbiamo convocato i sei maschi che voglio godermi in un solo giorno di sesso, al fine di esser ingravidata. Dopo dieci minuti che abbiamo preso possesso della camera, me li ritrovo davanti in accappatoio. Controlliamo, come d’accordo i risultati di analisi mediche non più vecchie di cinque giorni, e Flavia ci saluta, dicendo che si sarebbe trattenuta volentieri ad assaporare quelle splendide mazze che i miei ospiti mostrano con orgoglio e mi lascia inginocchiata fra loro, che già li sto succhiando. Sono le dieci del mattino quando si comincia e da quel momento mi sento le loro mani su tutto il mio corpo. Bocche che mi leccano, mi masturbano e mi fanno succhiare mazze stupende, dure e piene che poi, a giro, mi penetrano dappertutto. Dopo tre ore di orgasmi a ripetizione li esorto a sborrami dento. Per non sapere chi sarà il primo a scaricare dentro la mia vagina il proprio nettare, mi bendano e, tra loro, fanno una conta silenziosa. Poi incominciano, a giro, a schizzarmi dentro, sborrate bollenti che mi inondano l’utero. Appena uno viene ed esce, subito un altro ne prende il posto, fin quando tutti mi hanno sborrato dentro. Facciamo una pausa per prendere respiro, ma sono così elettrizzata dall’idea di cornificare mio marito in maniera così permanente, che mi diverto a succhiarli, fin quando non sono di nuovo tutti pronti e duri da poter ricominciare a scoparmi. Sono cosi sfondata che adesso mi penetrano anche in due davanti, e mi sborrano dentro liberamente, tanto se sono già pregna non fa più nessuna differenza. Sono le diciotto, quando torna Flavia, giusto in tempo per assistere all’ultima monta in tripla. Loro si rivestono e se ne vanno coprendomi di complimenti, mentre io, stremata, ho solo la forza di farmi una doccia e crollo a letto. La mattina dopo mi sveglio affamata e, fatta colazione ci lasciamo rigenerare con massaggi e fanghi, che mi rimettono in sesto e, al pomeriggio, quando tornano i nostri mariti a prenderci, abbiamo entrambe un’aria decisamente rilassata. Lascio passare due o tre giorni, poi mi faccio scopare per tre volte da mio marito che, un po’ controvoglia accetta solo quando lo informo che sono nei giorni più fecondi per restare incinta. Elettrizzato dall’idea di ingravidarmi, non si rende nemmeno conto che ho avuto il ciclo già da quasi tre settimane e che non sono più di certo nei giorni fecondi. Lascio passare quasi un mese e poi faccio un test di gravidanza, che si rivela positivo. Lo comunico a Lucrezia che mi prescrive precise analisi e poi la vado a trovare assieme a Flavia. Quando parliamo della gravidanza, lei mi chiede se già so quale sarà la reazione di mio marito, quando saprà che sono incinta. Io e Flavia ci guardiamo negli occhi e la mia voce è calma e serena, quando le rispondo:

«Non saprei dirtelo, perché non so chi dei sei mi ha ingravidata».

Lucrezia ci guarda e poi scoppiamo a ridere tutte e tre di gusto. La domenica successiva mentre siamo a tavola con i suoceri, comunico che diventeranno nonni. Subito Flavia mi abbraccia e mi sorride complice, mentre mio suocero si complimenta con suo figlio per l’ottimo lavoro svolto in qualità di marito. Io e Flavia ci diamo giusto uno sguardo, cui non serve aggiungere altro. Nei mesi successivi mi faccio ancora scopare da Antonio e da due altri suoi amici, poi, finito il tempo, metto al mondo una bella bimba, che decido di chiamare Lucrezia. Vedo lo sguardo un po’ deluso di mio marito che avrebbe preferito un maschio, ma io lo consolo dicendo che potremmo sempre riprovare, mentre, dentro di me, penso che non succederà mai. Voglio solo che lui sia contento di credere di essere il padre. Io invece decido di allevare mia figlia secondo le mie idee e con la forte convinzione che, da grande, le spiegherò che, per sopravvive a certi uomini, basta solo far credere loro che sono superiori e di rafforzare questa convinzione con un robusto paio di corna.

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